Sull’ora di religione

Religione e scuolaLa recente presa di posizione dell’on. Urso (finiano DOC) sull’ora di religione islamica ha suscitato molte polemiche.
Da una parte vi sono i possibilisti, riconducibili alle aree politiche che si riconoscono nel presidente della Camera Fini, in buona parte del PD e nella sinistra neo, post, ed ex comunista. Dall’altra vi sono i conservatori più radicali, che escludono ogni possibilità di insegnamento dell’islam a scuola.

I primi sostengono che, per attuare un’integrazione reale di una realtà ormai consistente nel nostro paese sia necessario e doveroso garantire loro l’insegnamento della religione islamica a scuola, esattamente come succede per il cattolicesimo. Si sostiene inoltre che quest’ora di religione toglierebbe i ragazzi musulmani dalle mire di insegnanti eccessivamente integralisti che potrebbero scatenare dentro di loro sentimenti di intolleranza verso i fedeli di altre religioni.
I secondi invece sono contrari poiché sostengono che sarebbe un’apertura eccessiva nei confronti di una religione considerata violenta e intollerante per natura, oltre che una minaccia per la tanto decantata “cultura cristiana” che, secondo costoro, ci pervade.

Io non sono d’accordo né con gli uni, né con gli altri.
Prima di tutto credo che lo Stato dovrebbe essere l’ultima istituzione a insegnare la religione, anzitutto perché la religione, in generale, non è un fenomeno di aggregazione ma di divisione e questo una società moderna e democratica non se lo può permettere, se vuol continuare a vivere in pace.
Ciò non significa, come penserà qualche malalingua, che non si debba garantire la libertà di culto e di religione, tutt’altro. Penso sia giusto garantire e permettere la piena libertà a qualsiasi religione, purchè agisca entro i limiti della legalità, però penso sia sbagliato che questi oneri se li debba prendere lo Stato.
Ciò vale sia riguardo all’ora di religione islamica che cattolica. Io infatti sono contrario a entrambe.
Se proprio lo Stato e la società in generale ritengono necessario e doveroso parlare di religione entro un’istituzione pubblica, e dunque laica, come la scuola, penso sia molto meglio insegnare ai giovani la storia delle religioni, spiegando come e perché sono nate, lasciando perdere le leggende dei libri sacri e affidandosi alle ricostruzioni storiche, spiegando quali avvenimenti, positivi e negativi, le religioni hanno causato o permesso o favorito. Penso inoltre che, assieme alla storia delle religioni sia necessario studiare anche la filosofia, trattandola alla pari delle religioni.
Infine sono convinto che, per avere una scuola competitiva e utile sia meglio organizzare meglio lo studio della matematica, della logica, delle scienze, in modo che i ragazzi imparino a ragionare e non a imparare a memoria delle regole o dei precetti senza capirne i motivi e le conseguenze.

Oltretutto direi che c’è bisogno che qualcuno smentisca la favoletta secondo cui la cultura europea discende dal cristianesimo. Non voglio dire che non sia così, ma è necessario sottolineare come il cristianesimo non sia l’unica matrice culturale dell’Europa e nemmeno la più antica.
Nel vecchio continente infatti non è passato il solo cristianesimo, ma anche la cultura greco-romana, quella pagani dei popoli dell’est (i famosi barbari), quella illuminista. E di certo non è grazie alla Chiesa e al cristianesimo che si è dato al via a grandiose scoperte scientifiche che hanno aumentato il nostro benessere e le nostre conoscenze, semmai è nonostante la chiusura e l’oscurantismo della religione che si è arrivati a ciò.
È l’illuminismo, e non il cristianesimo, che ci hanno regalato la libertà e la tolleranza nei confronti di chi la vede in maniera diversa.

Dunque, alla luce di tutto ciò, io penso che non sia affatto necessario l’insegnamento della religione durante le ore scolastiche, anzi, ritengo sia sconsigliabile. L’istruzione religiosa è bene stia al di fuori delle istituzioni pubbliche, le quali devono insegnare i fatti reali e non le credenze. Queste ultime possono venire insegnate nei vari catechismi pomeridiani, se lo si ritiene veramente necessario.

(Inviato da rickygl)

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