Se il PD ha coraggio

LazioBoninoPolveriniQualche giorno fa dicevamo che la linea della palma in Italia si è alzata. Un’altra prova di questo ci viene dal Lazio. Un tempo il laboratorio politico più importante era la Sicilia, oggi invece la regione della capitale sembra essere il territorio dove i partiti stanno sperimentando con più coraggio e innovazione che mai. A sfidarsi per la presidenza della regione saranno due donne: la finiana Renata Polverini e la radicale Emma Bonino.

Entrambe non sono benviste dai vecchi caporioni dei due partiti maggiori. Troppo innovative, diverse, fuori dai soliti schemi, entrambe delle perfette outsider. Ma, curiosamente, entrambe potrebbero finire per coinvolgere molti più elettori di quanti non ne avrebbe coinvolti un’altro nome famoso, ma meno avvincente. Vedere due donne ragionevoli sfidarsi per la leadership di una regione è sicuramente molto interessante.
Per la sinistra una vittoria di Emma Bonino vorrebbe dire molto di più della semplice conquista del Lazio. Sarebbe un serio riscatto e una via da seguire. Emma Bonino è una donna seria e capace, che ha lottato per una vita intera a favore dei diritti civili, ma che sa anche amministrare molto bene, basti vedere gli ottimi risultati che ha ottenuto in Europa e da Ministro. 

Sarebbe una vittoria della buona politica, dell’impegno, della serietà, dei valori. Sarebbe un gran segnale. Una donna che sta dalla stessa parte da una vita, che non si fa problemi a dire la sua, che non ha peli sulla lingua, che ha le idee chiare, che non teme di inimicarsi poteri forti (come ad esempio la Chiesa). In questi anni siamo stati abituati a una politica delle convenienze, delle alleanze, sempre con l’obiettivo di conquistare una poltrona e mai di realizzare un programma o di proporre dei valori. Con Emma Bonino (ma anche in parte con Renata Polverini) questo cambia.
Con la Bonino il PD ha apertamente rifiutato l’alleanza (preziosa) dell’UDC, ha sfidato il voto cattolico, ha proposto una persona molto capace come amministratrice, ma potenzialmente invisa a cattolici e moderati. Mi auguro che il PD non tremi di fronte alla prospettiva di vedere questo tipo di candidati vincenti. Sarebbe sicuramente una rivoluzione per il PD, abituato a candidare i vari Rutelli e simili.

E’ dunque davvero improbabile pensare che il PD preferisca perdere il Lazio a favore della Polverini piuttosto che vincere con un candidato trasparente, dinamico, con dei valori e degli obiettivi chiari? Il Lazio potrebbe diventare il punto di svolta del PD. Vedremo se il partito avrà il coraggio di svoltare o se, invece, preferisce restare comodamente all’opposizione

http://libertaegiustizia.ilcannocchiale.it

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