Perché il PD insiste sulla necessità di alleanza con l’UDC?

BersaniPDInteressante per capire la politica di Bersani il discorso tenuto a Caltagirone, durante la celebrazione di don Luigi Sturzo; infatti ribadisce l’importanza di sconfiggere il populismo da quelle forze, che governano l’Italia, con una idea diversa, da quella che dovrebbe essere una società civile e moderna, aperta alla multiculturalità ed alla legalità.

Apertura, quindi, a tutte le forze democratiche che si identificano in questa visione e respingono certi modi di fare politica, soprattutto, strumentalizzando l’attuale legge elettorale, definita dai più “una porcata“, che dando diritto alle segreterie di scegliersi i nomi dei candidati, possono, poi, gestire una politica che poco ha a che fare con le forme della democrazia; infatti, in Parlamento è cosa usuale ricorrere di continuo ai decreti legge e alla richiesta della fiducia per ridurre il dibattito nell’area delle commissioni, interrompendo l’iter democratico e il confronto con l’opposizione dentro la sede costituzionale garantita che è il Parlamento.
Quindi, la necessità di dare agli italiani un’alternativa, una diversa possibilità che non sia quella “plebiscitaria“, basata non sul consenso dei contenuti di legge o sulle riforme, fino adesso inesistenti, ma sul consenso dei sondaggi e dell’immagine; come se l’Italia andasse governata, tenendo conto di formalismi e non di contenuti. Afferma Bersani che il dialogo con l’UDC, l’IDV e con la Sinistra, diventa una necessità, io aggiungo storica, visto il momento di crisi che attraversiamo. Bersani chiede a tutti gli elettori del PD l’unità; estendere il consenso, anche, tra gli elettori attuali del PDL, che non sono berlusconiani e che chiedono una politica diversa; a costoro occorre rivolgersi, per dare loro un’alternativa di prospettive future riformiste. Se l’opposizione espressa dal PD comunica un pericolo per il modo di essere della democrazia, poi, non ci si può rinchiudere dentro le proprie idee e la propria area e non cercare, invece, tutte quelle forze che, ritrovandosi dentro l’area dell’opposizione, scoprono intenti comuni, democratici e riformisti, da fare pensare ad un’alleanza da costruire fin d’adesso, per sconfiggere, con un vero progetto di riforme condivise, espressione di idee comuni, e per sbaragliare il campo politico, sia dal PDL, sia, soprattutto, dalla politica limitativa della Lega. Dalle parole di Bersani: “…non è che possiamo dire che c’è un rischio per la democrazia e rinchiuderci, poi, in noi stessi“. Chiarissima questa proposizione per comprendere l’importanza di dare inizio, come si sta facendo in tante Regioni fin da ora, ad una realtà politica e ad un progetto che sia il frutto di una politica di Riforme vere, democratiche e condivise dalla stragrande maggioranza del popolo italiano, per mandare a casa una maggioranza che impegna quasi tutte le sue giornate nell’unico discorso che interessa il Premier e che non interessa la stragrande maggioranza della democrazia civile italiana. Si discute, come tutti sappiamo, di altro, ed ogni tanto, per tenere calda la pasta, si tenta di discutere dei problemi; nessuna vera Riforma può essere annoverata tra le leggi espresse, senza un confronto democratico da questa maggioranza; senza un confronto democratico per via della fiducia, perennemente invocata, per paura che quei contenuti proposti venissero spazzati via dalla logica e dal buon senso dei nostri parlamentari, compresi tantissimi della stessa maggioranza.

Io sono d’accordo con le affermazioni di Bersani e sono d’accordo ad una politica di alleanze che possa includere l’UDC di Casini. La sua posizione centrista lo fa muovere tra le due diverse sponde, ma la realtà vera della politica ha le sue leggi, spesso irrazionali, ma che, quasi sempre, scivolano verso una logica che esclude, poi, le irrazionalità. Non esiste una politica di alleanze sia a destra, sia a sinistra; esiste un’alleanza con un solo partner le cui idee si avvicinano alle sue; se non tutte, almeno in certi temi che accomunano in una lotta comune. In questa legislatura PD e UDC si sono trovati insieme, soprattutto nei temi costituzionali di difesa della Costituzione e delle alte cariche dello Stato e della stessa magistratura; là dove l’UDC si è trovata a scagliarsi contro l’attuale maggioranza. La difesa delle Istituzioni non esaurisce tutta la  gamma dei temi che si dibattono in un paese, ce ne sono tantissimi altri; ma in questo momento della storia d’Italia è importante trovare partners che si battono per i principi fondamentali dello Stato; lungo il percorso delle Riforme e nel tempo si troveranno i punti condivisi su cui l’alleanza dovrà e potrà dare i suoi frutti. Questa destra politica è lontana dai temi di una destra moderna, tollerante e democratica; è rinchiusa nella sua area di immagine e di forme sorrette dai sondaggi. Ma, coi sondaggi non si va lontani e si perde. Ma, per perdere, occorrono i numeri ed i numeri il PD li troverà coi suoi alleati. L’UDC di Casini ha detto no al percorso politico di questa maggioranza; un no che l’ha portata fuori dal governo. Un no senza ritorni, che sta dimostrando, al di là delle strategie elettorali, la ricerca verso una strada diversa, non ancora ben delineata: quella strada che li condurrà all’alleanza col PD. Perché è con il nostro Partito che saranno possibili le Riforme e non con la destra che dovremo sconfiggere politicamente. L’ha capito il Presidente Fini, l’ha capito l’onorevole Casini. Il PD si dà da fare per costruire alleanze positive, costruttive di riforme condivisibili che faranno bene agli interessi di tutti i cittadini italiani e non di una sola parte, come fa l’attuale maggioranza. Quindi, amici e simpatizzanti PD: unità nell’azione e nella politica espressa dal PD. Nel momento storico di crisi, non solo economica, ma, soprattutto, di qualità politica, bisogna avere il buon senso di comprendere di più e criticare con parsimonia. La critica va bene prima delle decisioni; fa male dopo le decisioni; è dal momento della sintesi che il Partito va appoggiato; è il momento in cui alle diverse anime si deve sostituire la vera coscienza democratica.

Cesare Pisano

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