Il merito, da Ischia all’Italia

abusivismoIschiaI giudici hanno deciso che ad Ischia tutti gli immobili abusivi andranno abbattuti. Con l’arrivo delle ruspe anche i cittadini di Ischia si sono mobilitati, protestando contro questi abbattimenti. Dunque contro la legge. Ma, dicono loro, ci sono dei buoni motivi, quando la legge non è dalla parte del cittadino come si fa a rispettarla o a condividerla? Dunque si costruisce abusivamente.

Dicono, gli isolani, che Ischia ha eccessivi vincoli e per questo molte famiglie non avevano la possibilità di costruire la propria casa. E cosa deve fare una persona in questo caso, rispettare la legge o costruire comunque la propria casa, anche se in luogo dove non si potrebbe? Molti, quasi tutti, hanno scelto di costruire comunque. Ischia però non è la pecora nera della Campania o dell’Italia. Sono diverse migliaia, infatti, gli edifici che dovranno essere abbattuti perché abusivi.

Qualche politico (PdL) ha già proposto un altro condono edilizio ad hoc per i campani che si troveranno, presto o tardi, le ruspe davanti a casa. L’opposizione ha sottolineato come, con un condono edilizio non si fa altro che incentivare una nuova ondata di abusivismo, come un cane che si morde la coda. La diatriba, come sempre, è tra i cosiddetti realisti, ovvero coloro che, osservata una realtà cercano di regolarizzarla e chi, invece, chiede rispetto per la legge (e per chi la rispetta), sottolineando come i continui condoni favoriscano l’illegalità e il disprezzo per il rispetto delle norme.

Ma c’è anche un’altra opinione che circola ed è forse la più diffusa presso i cittadini comuni. E’ certamente sbagliato costruire laddove non si può farlo. Ischia poi è un’isola bellissima, un paradiso terrestre ed è veramente criminale deturparla con alberghi o villette abusive. Però i giudici avrebbero dovuto abbattere quegli edifici, non certo l’abusivismo di necessità di qualche famiglia che si è costruita la propria prima casa abusiva. In ogni caso, anche se è sbagliato lo facevano tutti (Craxi dixit) e, in fondo, la responsabilità è della politica e delle istituzioni che hanno commesso diversi errori: hanno creato vincoli insopportabili, non hanno controllato il territorio mentre si costruiva abusivamente, non risarciscono i cittadini che si vedono abbattere la casa abusiva.

Però chi fa questo discorso dimentica, secondo me, che i politici a capo delle istituzioni (locali o nazionali) sono stati eletti dal popolo. Forse il sindaco di Ischia è stato votato da qualcuno perché sperava che controllasse meno e non si muovesse contro l’abusivismo. Forse a questo punto conviene fare un ragionamento, una presa di coscienza che, però, non può riguardare solo Ischia, ma deve riguardare l’Italia intera.
Chi fa le leggi, certe leggi in particolare, le fa dicendo di stare dalla parte del popolo, per proteggerlo, per garantire di volta in volta la libertà o la giustizia. I vincoli paesaggistici o idrogeologici per quanto riguarda la costruzione di edifici ne è un esempio. Io, governo, non ti lascio costruire là o perché è una zona di interesse turistico e dunque non può essere deturpata perché porta turismo e ricchezza oppure perché quella zona ha un terreno inadatto e costruire là sarebbe un pericolo per te o per gli altri.

Tutto vero, per carità. Ma il popolo non lo vuole. La gente se ne frega se Ischia è un paradiso, che senso ha avere un paradiso senza poterlo sfruttare? Ville e alberghi portano reddito a chi li costruisce e a chi li gestisce. Costruirsi la casetta ad Ischia è più facile che farlo in terraferma, ed è anche più bello. La gente non vuole pagare le tasse, poco importa che servano anche a garantire la sanità, la manutenzione stradale, l’istruzione o quant’altro. La gente vuole tenersi quello che ha, e che gli altri si arrangino.

E allora, visto che il concetto di merito ha pervaso anche i post – comunisti, perché non dare a costoro ciò che meritano? Fate pure come volete, costruite dove volete, non facciamo più pagare una sola tassa. Poi però quando Ischia, Capri, Positano saranno una colata di cemento, quando i vostri figli non sapranno né leggere né scrivere, quando i vostri genitori moriranno per un raffreddore, non venite a lamentarvi con lo Stato. Questo, signori miei, è il merito.

http://libertaegiustizia.ilcannocchiale.it

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