L’ultras le dà e le prende, poi tace

BerlusconistatuettaSu una sola cosa i politici sono d’accordo: l’aggressione a Berlusconi non è un caso isolato. Sì, certo, il Tartaglia è un pazzo, uno poco rassicurante per chiunque, ma ciò non toglie che il clima che si respira in Italia è pesante. Io stesso l’avevo preannunciato Venerdì, alla vigilia dell’anniversario di Piazza Fontana. Oggi come allora la tensione è alta. Fortunatamente l’italiano del XXI secolo si limita a tirare statuine di ferro e non fa esplodere le bombe.

Ciò però non toglie che non è possibile continuare così. Il presidente Berlusconi ha tirato la corda per 15 anni. Ha accusato ogni oppositore (reale o fantomatico) di essere comunista, di cospirare contro la libertà, di agire per odio personale nei suoi confronti. Ha denigrato chiunque osasse parlare male di lui (dalla Ariosto a Spatuzza), usando argomenti che, se per i suoi fan erano inoppugnabili, per chi non lo amava erano palesemente ridicoli e offensivi del buonsenso.
Lui stesso dichiarò (in quella che secondo me è la sua uscita peggiore di tutti i tempi) che chi avrebbe votato per Prodi era un coglione. Se questa è la cultura liberale del leader del Popolo della Libertà, immaginiamo quello che pensano i suoi discepoli. Dal momento che un leader politico bolla come coglioni quelli che non pendono dalle sue labbra, cosa resta della democrazia, del rispetto, della libertà d’opinione? Hanno una bella voglia i servi del padrone a giustificare tutto con lo scherzo e l’ironia caratteristici (ma anche tanto deprimenti) della personalità del Cavaliere. Ma se un elettore di sinistra si sente dare del coglione dal leader della destra, che rispetto potrà mai portare questi a quello schieramento e ai suoi sostenitori?
Quando un presidente del Consiglio, nelle vesti del capo del suo partito, va in un ambito internazionale per attaccare in maniera violenta la stampa italiana, l’opposizione, la magistratura, la presidenza della Repubblica, la Consulta, non perchè abbiano fatto male il loro lavoro, ma perché “di sinistra”, cosa può sperare questo presidente? Che tutti lo lodino per la sua onestà intellettuale? Hanno voglia i vari Bonaiuti e Capezzone di attaccare Di Pietro e dargli dell’irresponsabile, ma, pur con tutti i suoi difetti, mai Di Pietro ha detto che Berlusconi è un coglione perché è di destra. Mai ha detto che Fini e Schifani sono dei presidenti miserevoli perché di destra.
Se c’è qualcuno che ha fatto dell’irresponsabilità politica il suo marchio di fabbrica, questi è Berlusconi. Si è legato a doppio filo con il partito dell’odio, ovvero la Lega Nord, ha attaccato la libertà di pensiero, le istituzioni, le regole democratiche (se voti a sinistra sei coglione, se critichi il presidente del Consiglio sei un farabutto, se mi metti i bastoni tra le ruote, fossi tu anche la Costituzione in persona, dovrai essere necessariamente eliminato). Ha esautorato i cittadini del diritto al voto, consentendogli solamente di votare la lista decisa da lui e poi, non contento, ha annullato ogni potere del parlamento, la cui composizione è stata decisa da lui stesso.
Ognuno raccoglie ciò che semina e ieri Berlusconi ha raccolto quello che ha seminato: odio, risentimento, incompresione, poca voglia di dialogare, poca voglia di confrontarsi. Ha fatto della destra il partito delle maniere spicce, il partito del popolo. Ma il popolo, così come ama spassionatamente i suoi capi, così odia violentemente i suoi nemici. E Berlusconi ha voluto fare il capo ultrà della destra italiana. E quando fai l’ultras, le prendi e le dai. E poi stai zitto.

http://libertagiustizia.ilcannocchiale.it

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