La virtù degli imbecilli

PrezzoliniIl vecchio Prezzolini, fondatore de “La Voce” e anima nobile della destra italiana prima ancora di Montanelli e Longanesi, una volta disse che la coerenza è la virtù degli imbecilli. Questo insegnamento però non ha mai fatto breccia nel cuore della gente comune. E’ probabile, infatti, che se chiedete a cento persone se preferiscono un uomo coerente rispetto a uno incoerente, la maggioranza sceglierà la prima opzione.

Cos’è la coerenza? E’ tener fede alle proprie idee e ai propri ideali. Spesso è una dote apprezzata sopratutto nei confronti di chi fa politica o di chi ne parla. Questo è dovuto forse al fatto che molto, troppi politici hanno cambiato casacca non per un cambiamento di ideali e di prospettive, ma per interessi economici e di potere. Per questo motivo molte persone preferiscono il politico che resta fedele al proprio partito e alla propria idea anche nelle situazioni avverse.
Anche in amore la coerenza è sicuramente più amata dell’incoerenza. Cosa c’è di meglio di un partner che ti dà sicurezza, che sai che non ti lascerà mai, che continua giorno dopo giorno a manifestare i medesimi sentimenti? Peccato che sia una cosa impossibile. Chi può sostenere che esiste una persona che ha mantenuto i medesimi sentimenti per il partner per tutta la vita? Non sto dicendo che non ci si può amare per una vita, ma che i sentimenti variano, evolgono. E con i sentimenti anche i comportamenti.

Io però penso che sia senz’altro più onesto, quando finisce anche l’amore, riconoscerlo e prendere ognuno la sua strada. La stessa cosa vale in politica. Quando ci si accorge che le idee in cui si è sempre creduto non sono più valide, perchè hanno fallito o perchè ci si è infatuati di altre idee e altre proposte, che senso ha continuare a difendere quelle vecchie? Per coerenza? In fondo sarebbe una menzogna, in entrambi i casi, davanti a se stessi e davanti a chi si fida di voi.
Nel mondo della scienza la coerenza non è considerata una virtù. Infatti uno scienziato è fedele a una teoria sino a quando essa non viene smentita dalle osservazioni. Se gli scienziati considerassero la coerenza una virtù allora forse starebbero ancora cercando di dimostrare che la Terra è piatta, che il Sole ci gira attorno, che l’etere esiste e che spazio e tempo sono assoluti. 
La coerenza dunque prevederebbe l’adesione a un sistema di idee considerate valide in assoluto. Solo in questa maniera si può giustificare l’adesione “eterna” a un sistema di idee. Almeno per chi ha una mente razionale. Noi però ormai sappiamo, grazie all’esperienza, che non esiste un’idea o un sistema di idee valido in maniera assoluta, in qualsiasi circostanza. Ogni sistema infatti è più o meno valido a seconda delle circostanze nelle quali viene applicato.
Ecco dunque perchè la coerenza è la virtù degli imbecilli. Non possiamo determinare cos’è giusto o sbagliato a prescindere. Abbiamo delle preferenze, delle idee che consideriamo più o meno belle o interessanti, a seconda della nostra personalità e dei nostri interessi. Questa nostra preferenza, del tutto individuale e soggettiva, non può però diventare un assoluto da imporre a tutti. Nemmeno a noi stessi. Un giorno infatti potremmo accorgerci che quelle idee sono bislacche, invalidate dalla storia e dalle nostre esperienze. La stessa cosa vale nei sentimenti. Inutile pretendere eterna fedeltà. Il giorno in cui l’amore verrà meno non potremmo più continuare a mentire in nome della coerenza. 
Impariamo dunque a rinunciare al sogno della perfezione alla quale poi dovremmo rimanere coerenti, sia nella ricerca del partner, sia nella ricerca della propria idea politica. Non rinunciamo però a cercare il massimo possibile, in entrambi i casi. Sappiamo che non esiste l’idea o il partner perfetto, ma non sappiamo quale sia il massimo umanamente raggiungibile. Dunque vale la pena inseguirlo. Dandoci la possibilità di cambiare idea e atteggiamento ogni volta che le condizioni lo giustifichino.

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