La questione intercettazioni

altIl 3 marzo al Senato riprenderà il dibattito sul decreto per limitare le intercettazioni telefoniche. L’intenzione dichiarata del ministro Alfano, appoggiata da tutto il PDL, (la Lega non si è del tutto sbilanciata), è quella di stringere in una morsa determinante e senza alcuna perdita di tempo, il problema (solo loro, non degli italiani), delle intercettazioni telefoniche.

Dopo la bufera del caso Bertolaso e della protezione civile, considerata, giustamente, un valore da non scalfire, hanno compreso che bisogna togliere alla magistratura un’ulteriore potenzialità d’intervento che possa smascherare qualunque forma negativa che possa fare minimamente pensare a forme di corruzione e di esistenza di precisi SISTEMI, atti alla spartizione dei tanti denari che vengono impiegati, sia per le calamità, con interventi urgenti, sia per altre costruzioni non provocate da calamità, ma assimilate ad esse, perché fatti rientrare nei requisiti dell’emergenza, tipo la celebrazione dei 150 anni della nascita dell’Italia, le strutture sportive olimpiche di nuoto, le strutture del G8 della Maddalena, poi, spostate, dopo tante spese, all’Aquila.
La Magistratura, oggi, grazie alle intercettazioni, ancora libere, ha potuto smascherare l’ennesima torta da spartire tra i tanti furbacchioni, la cui maschera rappresentativa di interessi strettamente personalistici di arricchimento senza fine, li ha portati ad infangare la buona nomina e l’efficienza organizzativa della Protezione civile.
La Magistratura indagherà, anche su Bertolaso. Personalmente mi sembra una persona onesta, ma il mio giudizio personalistico conta poco. Una questione, quindi, che sta concentrando l’attenzione dei tanti; si vuole conoscere tutta la verità; ma, la VERITA’ VERA, quella che non fa sconti a nessuno, soprattutto, ai cittadini italiani, molto spesso strumentalizzati da falsità e da coperture.

La maggioranza, intanto, esce da una sonora sconfitta: il tentativo, con un decreto e con un articolo, il 16, di trasformare in SPA, società privata, la Protezione Civile, è stato vanificato da una ferrea opposizione, costituita da PD, UDC e IDV.
Si voleva saltare, con la privatizzazione, tutta una serie di passaggi e controlli, per attuare, in forma più snella e veloce, l’esecuzione degli appalti. Immaginiamo un po’, in mano a certe figure, cosa non sarebbe successo!
Sventata questa manovra, si passa rapidamente alla seconda. Sapendo di possedere una netta maggioranza, credono di essere in grado di totalizzare il Parlamento, con la forza dei numeri o con l’uso scriteriato della fiducia, per affermare una fantomatica difesa dell’onorabilità di quanti, scoperti dalle intercettazioni, vengono prelevati dalle loro profumate e calde alcove, per essere trasferiti, con procedura d’urgenza, nelle stanze fredde delle carceri, in attesa di un giudizio, sul quale il controllo era stato, guarda caso, deficitario.
Pertanto, l’obiettivo è diventato la riduttività ed i limiti alle intercettazioni telefoniche.
Il 3 marzo, al Senato proseguirà l’iter sulle intercettazioni, senza alcuna modifica, rispetto il testo esaminato dalla Camera dei Deputati.
La maggioranza vorrebbe mantenere le intercettazioni per la criminalità organizzata, per il terrorismo e limitarla per le altre forme, con la giustificazione di mantenere integra la dignità dei nomi, onde evitare operazioni di sciacallaggio e distruzione dell’uomo.
La senatrice Finocchiaro del PD dichiara: ”Io penso che le intercettazioni telefoniche, come qualunque altro strumento di indagine, non possano essere limitate nella loro utilizzazione. Il problema casomai è quello della fuga di notizie sulle intercettazioni telefoniche. Ma questo non si risolve con gli strumenti che sono stati immaginati nel ddl che deve venire in discussione al Senato. Assolutamente no e tanto meno con la previsione di sanzioni per i giornalisti”. 
Mi trovo perfettamente d’accordo con le dichiarazione della senatrice.
Il problema non è e non dovrà essere il porre dei limiti intercettativi, ma solamente quello di regolare con legge l’uso delle intercettazioni e la loro pubblicità.
Evitare minacce di condanne ai giornalisti il cui compito professionale è quello di stampare sulla carta tutte le informazioni che possano scoprire gli altarini dei furbettini di quartiere o di periferia.
Se la magistratura non avesse usato le intercettazioni, il caso Bertolaso non sarebbe stato scoperto e i vari nomi eccellenti dell’imprenditoria italiana l’avrebbero fatta franca. Non è questo che vuole l’elettorato sia di destra sia di sinistra: i cittadini tutto vogliono un’Italia onesta e fondata sulla legalità e sulla moralità di chi assume incarichi di alta responsabilità, sapendo a cosa va incontro nel farlo. 
Chi usa il potere deve svolgere la sua azione in difesa solamente dell’interesse di tutti i cittadini e non dei suoi particolari interessi.

Cesare Pisano

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