Il Potere trasforma in semidei?

statua del divo AugustoIl potere è considerato, per chi lo gestisce, lo strumento delle responsabilità, del prestigio, dell’ascesa sociale e dell’affermazione del personaggio, che, da semplice privato, assume su di sé, attraverso la carica, una modo di essere che lo porta ad una particolare psicologia che lo dimensiona come un semi-dio; un essere al di sopra di qualunque sospetto.

Può agire, scegliere, decidere, arroccarsi privilegi, cambiare le realtà delle cose, spostare persone, etc… Uno stadio che consacra l’eccellenza; quella libertà totale che lo immunizza da qualunque sospetto, da qualunque accusa; una rarefazione psicologica particolare da divinità, che, con leggerezza, sfiora, appena, il terreno, per procedere leggero e tranquillo, al di sopra di qualunque ostacolo.
Dall’altra parte, la massa dei comuni mortali, che devono tutto a questi semidei e dai quali si attendono i miracoli sociali ed economici che possano ricreare condizioni di vita armoniche, belle da vivere , capaci di concedere quel respiro salutare, che viviamo dall’amenità di certi luoghi della natura. Poi, il triste risveglio: la realtà non è così!!! La realtà che viviamo non è armonica; spesso, si lotta per la sopravvivenza; la disoccupazione diventa endemica e la fame uno spettro che ci addentra nel suo cono d’ombra.
I giovano hanno gli occhi spenti e non “vedono“ il loro futuro; una fitta nebbia avvolge la loro vita, e diventano “bamboccioni“; ma, non per scelta, ma per necessità. Poi, un fatto, un banale fatto, che doveva essere evitato per lasciare il tutto nel suo modo armonico, diventa l’elemento dirompente, che sveglia tutti e ridà la coscienza su una realtà, quella politica, inficiata, profondamente, da fatti corruttivi, che si ripetono ed i cui soggetti principali sono proprio i semidei, coloro a cui tutto è concesso, che si trovano, per leggerezza o per uso smodato e continuo dell’arroganza, nel sapersi fuori da qualunque forma di sospetto, immersi nella “Palta“; e si scoprono ignudi e senza la maschera, strumenti di ludibrio e di attacchi da parte di tutti, che scaricano le frustrazioni accumulate contro il semidio di turno, che ha perso la sua santità.
Ed ecco l’uomo, solo, abbandonato al suo destino, alla legge che lo giudica e che gli ricorda che nessuno è semidio. L’incongruenza delle stesse dichiarazioni del semidio scadono, certe volte, a forme grottesche, assurde. Hanno inizio i tentativi di straniamento dei fatti; del cambio delle tonalità; il nero si fa passare per bianco ed il giallo per azzurro. Un caleidoscopio di verità relative, per confondere, per mascherare, per non fare sapere la vera verità. Tentativi estremi per salvare l’anima od il salvabile.
Lo spettatore-popolo., nel teatrino dell’esistere, aspetta con ansia e, spesso, assecondando i colori del Partito di appartenenza, fa il tifo a favore o contro. C’è chi giura che trattasi di un semidio e, come tale, al di sopra di ogni sospetto, quindi, onesto e salvo nella sua dignità.
Altri invocano la giustizia, perché dalle prime notizie dei media, lo hanno condannato e vogliono vederlo sul lastrico, come compenso all’arroganza ed all’immunità, guadagnata dal politico col sudore di un lavoro certosino, nel tempo. E la politica scade e si dequalifica attraverso fatti corruttivi il cui scopo è il denaro. La vile materia che riesce a trasformare l’uomo in strumento di accumulo: una vita per creare montagne di ricchezze e di averi, come se si dovesse vivere per mille e più anni.
Una potenza economica, come il frutto di una potenza politica, che conferisca poteri ed onori eterni e duraturi, che, nella dimensione del tempo della vita, diventino un lasso di tempo, talmente irrisorio, da fare pensare che l’uomo spreca il suo esistere in azioni non degne. L’uomo è frutto di un sistema basato sul possesso della proprietà; intorno alla quale è stata organizzata tutta la società, con strutture e sovrastrutture, che creano il Sistema entro cui tutti viviamo e ci adattiamo, per, poi venire trasformati, assorbiti e compattati dal Sistema, fino a diventare ingranaggi, adattati al suo funzionamento. Oggetti – prodotto per il mantenimento di un involucro che crediamo ci dia la libertà di agire, di scegliere e di decidere.
Un Sistema retto dalla politica ha bisogno di politici di qualità, dall’alta moralità, sobri, colti, capaci di abnegazione e di spirito di sacrificio, pur di mantenere uno status sociale entro cui il popolo può mantenere la sua dignità di essere-sociale. Non è così: la politica scade, perde il suo orizzonte iniziale, per diventare strumento di difesa dei propri interessi in una corsa all’accumulo ed alla spartizione, che diventa un altro Sistema, all’interno del Sistema, già, esistente. Un circolo chiuso, di tipo infernale, basato, reiteratamente, sul voto di scambio tra il politico che chiede il voto ed il privato che glielo dà.
Una giostra a pagamento che invoglia a salirci per fare un giro; il giro del potere e della ricchezza; ma, soprattutto, il giro della corruzione e dei corrotti. Corruttori e corrotti che si credono immuni ed al di sopra di ogni sospetto, difesi ad oltranza dai giornali amici e dagli altri-amici del Sistema, che non vogliono la scopertura delle carte. La scopertura delle carte li renderebbe nudi e senza maschera, indifesi davanti alla giustizia, che ne chiede il conto da pagare, in legalità e moralità, oltre che alla deontologia professionale. Il che significherebbe la perdita del potere politico e, quindi, la perdita di tutto, ma, soprattutto, di quella ricchezza, che nella mente malata diventa ETERNITA’. ……. e la vita umana dura appena un soffio di vento!

Cesare Pisano

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