In piazza scende il Governo

amorevincesempreIl governo che scende in Piazza, si chiede la gente comune, quale scopo vuole raggiungere?
Ecco: quale scopo vuol raggiungere? Chi ha seguito le fasi trasmesse da Sky avrà potuto constatare diverse contraddizione ed una strategia politica di fondo sempre identica ed uguale a se stessa, come un copione ripetuto, con il cambio di qualche battuta ad effetto.

Campeggiava un grande striscione, come colonna sonora portante della manifestazione, ma, come al solito, da anni, anche, questo si è rappresentato come un proclama, annunciato nelle forme, diverso nei contenuti e nelle parole, che accompagnavano la gestualità ad effetto.

Il Partito dell’amore e non dell’odio.
Mi aveva incuriosito questa magnifica didascalia, tanto da seguire fino al termine la manifestazione.
Dopo le prime battute ho potuto constatare la reiterazione autentica della solita strategia: l’amore era solo un proclama, immediatamente sostituito dall’odio contro.

L’amore è un concetto alto, sublime, ad imporlo è stato il Cristo, che ha fatto comprendere, con il suo insegnamento, e coi fatti, che occorre unire, dare, vedere nell’altro se stesso.
Nulla di questi concetti durante la manifestazione. Solo divisione ed odio contro i nemici di turno: la Bonino, il PD, Di Pietro, le sinistre, l’opposizione, il Tar che ha escluso la lista PDL, magistrati e procure alleati delle sinistre….

Nella sua prolusione, il Premier accosta la sinistra al Partito dell’Unione Sovietica, quando andava a votare da solo e vinceva.

La tecnica delle domande poste alla massa dei suoi sostenitori con l’effetto teatrale di riceverne tutti insieme, in coro, la risposta preconfezionata mi ha portato indietro nel tempo, quando le ammassate oceaniche, di carattere mistico-religioso, permettevano ai dittatori di turno, Mussolini ed Hitler, di fondersi con la massa che li acclamava. Attraverso le opportune pause, nelle quali si inseriva all’unisono la voce delle masse, si permetteva l’identificazione popolo-capo, il tutto in uno scenario glorificante.

Con questo non credo minimamente al nostro Premier dittatore, perché non corrisponderebbe a verità; ma, la somiglianza di fatti e di psicologie della massa, studiate, sia nella storia, sia nei testi psicologici, mi ha riportato al rapporto Capo-Massa, ai tempi trascorsi.

Il Capo, per dominare la massa, si deve identificare con essa e può farlo solo inscenando una manifestazione perfetta, teatrale, in cui l’osmosi avviene nei momenti di pausa: alla richiesta di chi parla si ha, nel vuoto istantaneo dell’attesa, l’immediata risposta univoca di tutti; è in quell’istante che si attua una fusione psicologica di tipo mistico-religiosa.

Chiaramente, è solo per comprendere il fenomeno; sappiamo bene che l’Italia è e resterà una grande democrazia; ieri, in contemporanea si svolgevano tre manifestazioni, totalmente diverse.

Infatti, mentre si svolgeva la manifestazione del Premier, più in là, sempre a Roma, si manifestava per opporsi alla privatizzazione dell’acqua.
E a Milano si manifestava per opporsi a tutte le mafie, in difesa della Magistratura e dei poliziotti.
Due manifestazioni di sinistra ed una delle destre: questo per dire che in Italia la democrazia è salda.

Due idee diverse di fare e concepire la politica, però: una tesa alla massificazione, all’identificazione Capo-elettori, con lo scopo di recepire consensi e voti, attraverso una manipolazione della realtà. Basta citare solamente una frase ad effetto, ma vecchia nei contenuti del Premier, il cui senso è questo: le sinistre credono di essere nell’Unione Sovietica, così potranno vincere, senza sforzi.
L’altra idea, quella delle opposizioni e del PD, basate solo sulla conoscenza e la discussione dei temi più caldi del Paese.

Poi, l’allusione all’esclusione da parte del Tar del PDL dalle elezioni nel Lazio è stato uno dei temi, la cui realtà è stata manipolata. Perché non è così.

In tutta questa faccenda il PD e le altre forze dell’opposizione, non c’entrano nulla. Si sono sempre dimostrati fortemente legali e rispettosi dei giudizi dei giudici e dell’osservanza delle leggi.
Il Tar non ha escluso nessuno. Il Tar ha solo applicato le leggi che ponevano dei limiti ben precisi nella presentazione delle liste.
Gli errori ci sono, ma vanno ricercati tra i politici del PDL e non all’esterno. Se si cercano all’esterno e si scaricano le responsabilità si ottiene uno straniamento dei fatti reali.

Sarebbe stato di grande valore morale ed etico se il PDL avesse chiesto scusa ai propri elettori, per gli errori commessi.
Se questa semplicissima verità viene distorta ed alterata, significa che su di essa si è operata una manipolazione per fini naturalmente politici.

Io credo che la politica debba essere di qualità e tendere costantemente al bene di tutti i cittadini.
Se così non è siamo di fronte alla propaganda fumosa, fatta di proclami e di annunci ad effetto, che attecchisce momentaneamente nelle menti più deboli politicamente, ma, che nel tempo si scopre come fasulla ed inconcludente.

Altro fatto tipicamente teatrale è stato il giuramento dei candidati alle regionali, presentati come Presidenti, che hanno, in coro, giurato, davanti ai propri, probabili, elettori ed al Premier.
Una rappresentazione teatrale studiata a tavolino che non ha nulla di naturale e di spontaneo. I candidati vorrebbero imprimere nelle coscienze dei loro elettori la convinzione che sono i migliori, che sanno amare, che pensano al futuro dei giovani, etc..

Non è così: se facciamo il bilancio delle leggi prodotte da questo governo ci accorgiamo che la realtà italiana è in forte crisi, i contenimenti delle spese ed i tagli a settori importanti delle strutture hanno provocato effetti deleteri e non sarà facile un ripristino in tempi brevi. Come dire, gli altri Stati europei uscirano dalla crisi, molto prima di noi.
La Confcommercio ha dichiarato i calo nel consumo dell’1,8%; il Pil viaggia a -4,8; le imprese fallite sono moltissime; la disoccupazione ha toccato vertici altissimi.
Manca il confronto parlamentare in quanto per ben 30 volte il governo ha chiesto la fiducia, evitando le discussioni e limitando la democrazia parlamentare
.
In tre anni 180 mila lavoratori della scuola saranno costretti a lasciare il posto; il precariato è diventato la dimensione di paura di molti lavoratori; etc…

L’ottimismo, senza una politica che sia coraggiosa e capace di riportarci fuori dalla crisi, non serve a nulla. E’ come dare fumo negli occhi della gente e lasciarla lì dove si trova a dormire sonni tranquilli.

Oggi, non è più il tempo dei proclami ma di dimostrare che si è in possesso di una maggioranza tale, da permettersi di aprire un vero dialogo col PD per tutte le riforme che non hanno, finora, un corpo.

Cesare Pisano

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