Volvo Ocean Race, Grael vince ancora

VolvoOceanRaceEricsson4La sesta tappa della Volvo Ocean Race si è chiusa con la vittoria di Ericsson 4, dopo 15 giorni, 3 ore, 5 minuti e 10 secondi di navigazione (Foto Oskar Kihlborg/EricssonRacingTeam). La vittoria è stata inaspettata nonostante Torben Grael, skipper brasiliano già due volte medaglia d’oro olimpica, avesse portato alla vittoria la sua barca nella prima e seconda tappa.

Questa volta, però, è stato tutto molto più avvincente. Abbandonata la costa di Rio de Janeiro, in Brasile, l’11 aprile, Ericsson 4 non sembrava sarebbe arrivata vincente. A metà gara, infatti, lo scafo era a 100 miglia di ritardo dalla testa della flotta e dopo aver superato la boa di metà gara vicino all’Ilha de Fernando de Noronha è finito troppo a sud rispetto alla rotta “consigliata”. Ma l’equipaggio non si è perso d’animo ed è stato questo che ha fatto la differenza. La tattica studiata da Grael ha fatto il resto. Lo skipper, come prevede anche il regolamento, ha, infatti, adottato la modalità “stealth” che permette di nascondere la posizione di uno scafo agli avversari. E da qui è cominciata la rimonta. Solo a 12 ore dall’arrivo Grael ha riacceso il rilevamento Gps e a quel punto era ormai in testa alla flotta. “Abbiamo strambato dopo gli altri e questo ci ha dato un grande vantaggio” ha spiegato in un’intervista.

Qualunque sia stata la sua strategia all’ombra del Gps, il suo equipaggio sarà stato ben contento di toccare terra dopo molti giorni di navigazione. Soprattutto perché in questa sesta tappa non sono stati pochi gli imprevisti. Su Ericsson 4 alcuni giorni fa si è rotto il desalinatore dell’acqua e così per bere o cucinare i pasti liofilizzati l’equipaggio ha dovuto usare la pompa manuale di osmosi inversa. Ma la cronaca racconta che il team ha festeggiato appena giunto in suolo americano, divorando hamburger.  E i problemi non sono mancati anche all’equipaggio di Ericsson 3, giunto secondo a Boston. Lo skipper, Magnus Ollson, si era infatti fatto male alle costole 10 giorni prima dell’arrivo e ha dovuto proseguire la regata chiuso in cabina con forti dosi di antidolorifici.
Ora per Ericsson 3, che nella classifica generale della Volvo è quarta, si prospettano tempi duri, ma il suo equipaggio non si dà per vinto.
Non sono, però, solo i grandi scafi a prendere una pausa dopo l’arrivo a Boston. Sono anche i tanti che in queste ultime due settimane hanno partecipato alla regata virtuale. Sul sito www.volvooceanracegame.org è possibile, infatti, registrarsi, scegliere uno scafo, dargli un nome e prendere parte, come un vero equipaggio, alle varie tappe. I tanti che hanno regatato in queste ultime settimane hanno dovuto controllare continuamente, di giorno e di notte, il cambio del vento, la rotta migliore da seguire, le miglia guadagnate e perse dai propri amici.
Un gioco che insegna ad andare a vela, per chi non ha mai provato, e che permette a quelli che da anni vanno in barca di mettere alla prova le proprie capacità.
Ora un po’ di pausa. Poi si ricomincia, si mollano gli ormeggi, si abbandona la costa e si va di nuovo in mezzo al mare.

Marianna Lepore

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