Olimpiadi, Lula vince su Obama

Cerchi olimpici

Non è bastato lo charme e il sorriso del presidente Obama, non è bastato il giallo portafortuna della first lady Michelle: gli Stati Uniti tornano a bocca asciutta dalla sfida per l’assegnazione dei giochi olimpici del 2016. Vince Rio de Janeiro che ha battuto nell’ultima votazione l’altra candidata, Madrid.

Così il presidente Lula porta a casa una grande vittoria. Perché in molti assicurano che sono state le sue parole a convincere il Cio. “Io vedo il mio Paese perfetto per i cinque cerchi olimpici. – ha detto Lula – Siamo una potenza economica e ora abbiamo anche il petrolio. La nostra è la candidatura di tutto il Sudamerica, che non ha mai ospitato un’Olimpiade. E’ venuto il momento di porre rimedio a questo squilibrio”.
Parole efficaci che hanno convinto molto più di quelle della first lady che ha preferito lanciare un messaggio ricordando la propria infanzia e il padre malato ma non è riuscita a coinvolgere il Comitato olimpico, che ha anzi pensato che fosse un discorso troppo legato al suo vissuto.
“Non abbiamo rimpianti” – ha però detto David Axelrod, consigliere di Obama – “Valeva la pena fare questo tentativo, anche se il risultato finale è stato deludente”.

In fin dei conti tutti sanno che dietro alla scelta ci sono molte manovre politiche tra i votanti, e questa volta è andata decisamente meglio al Sud America.
Così, dopo la Cina, toccherà a un altro dei paesi emergenti dell’economia mondiale ospitare il grande appuntamento sportivo. E una volta eliminati gli Stati Uniti, rimasta solo la sfida con Madrid, era stato piuttosto evidente chi sarebbe stato il vincitore. Anche perché i prossimi giochi olimpici del 2012 saranno a Londra, in Europa, e sarebbe stato molto improbabile non cambiare continente per l’appuntamento seguente.
C’è chi ha subito pensato alle difficoltà organizzative che il Brasile dovrà affrontare visto che ospiterà la Fifa World Cup nel 2014, dopo l’edizione Sudafricana del prossimo anno. Due appuntamenti che daranno al paese un ruolo centrale per il mondo dello sport.
Non resta che voltare pagina e pensare all’edizione post Sudamerica: questa volta potrebbe esserci un candidato italiano. Si è fatta avanti, infatti, la candidatura di Venezia nel 2020, lanciata dal sindaco Cacciari, dal presidente della Regione e dagli industriali.
E subito è stata affiancata anche la candidatura di Roma. Il sindaco Gianni Alemanno ha detto che la capitale è “l’unica città che può ospitare un evento di questo tipo, come dimostra il successo dei Mondiali di nuoto e la finale di Champions League”. La data del 2020 segnerebbe l’anniversario dei 60 anni dai giochi di Roma del 1960. La città eterna, in realtà, ci aveva riprovato già nel 1997 e nel 2004 quando poi i giochi furono assegnati ad Atene.

E’ decisamente presto per sapere come andrà a finire, ma è certo che potrebbe essere la volta buona per una città italiana, almeno stando alle parole del presidente del Coni, Gianni Petrucci. “La vittoria di Rio de Janeiro – ha detto – dà sicuramente all’Italia la possibilità di valutare con attenzione di presentare una città per l’edizione estiva successiva al 2016”.
Non resta che sperare di avere più fortuna di Michelle.

Marianna Lepore


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