Inter campione in attesa di Madrid

MourinhoRanieriNero e azzurro: è questo il colore di cui si sta dipingendo il calcio italiano. Certo, qualcuno potrebbe obiettare che c’è ben poco di italiano in una squadra che, solitamente, scende in campo composta per 11 undicesimi da giocatori stranieri e che, anche in panchina, ha un allenatore non italiano. Ma c’è poco da fare: l’Inter, dopo aver conquistato con merito la Coppa Italia, è riuscita ad imporsi anche in campionato.

La corazzata di Mourinho, senza tante difficoltà, ha portato a casa i primi due trofei stagionali ed ora si prepara a disputare la gara più importante dell’anno, la finale di Champions League che permetterebbe ai nerazzurri di conquistare il grande slam tanto sperato.
Ma soffermiamoci ancora un attimo su quanto è successo in Italia: dopo che l’Inter si è imposta nei due trofei nazionali, dimostrando una netta superiorità, soprattutto nella finale di Coppa Italia. Alla luce di quanto è successo, viene da chiedersi, se fosse proprio necessario avvelenare anche queste ultime settimane con polemiche, accuse, frecciate a distanza e ombre sul regolare svolgimento di una gara?
Il buon senso suggerirebbe di rispondere: no, non ce n’era per niente bisogno. I fatti, invece, hanno dimostrato il contrario e così anche quando i giochi ormai erano conclusi, non sono mancate le scorrettezze. L’emblema è quello striscione, di cui davvero non si sentiva il bisogno, apparso domenica scorsa sul pullman scoperto dell’Inter trionfante per le strade di Milano. Essere campioni d’Italia, però, non sempre significa essere campioni di stile.
Un pregio che non manca invece a Claudio Ranieri, allenatore sconfitto della Roma seconda. Ma parlare di sconfitta, in questo caso, è improprio: a inizio stagione, infatti, era impensabile che la squadra giallorossa potesse ottenere un tale risultato e addirittura sfiorare il sogno dello scudetto, diventando l’unico ostacolo alla cavalcata interista. Un risultato che sembrava irraggiungibile a inizio stagione: lo hanno ben capito i tifosi che, nonostante il secondo posto, domenica sera hanno voluto omaggiare i giallorossi festeggiandoli al loro rientro a Roma dopo l’ultima trasferta di Verona contro il Chievo.
Alle spalle di Inter e Roma, nei posti utili per l’accesso ai trofei europei, la classifica finale del campionato si presenta come l’alternarsi di gioie e dolori tra squadre deluse e soddisfatte. Di certo non ride il Milan, terzo a dieci punti dalla Roma, che avrebbe voluto dire qualcosa in più nella corsa scudetto, ma che si è invece trovato a far fronte ad una stagione segnata da infortuni e delusioni. Sorride invece la Sampdoria, che all’ultima giornata è riuscita a conquistare l’accesso alla Champions League a spese del Palermo, che invece dovrà accontentarsi dell’Europa League. La stessa competizione che disputerà il Napoli di Mazzarri, artefice della ripresa partenopea dopo l’incerto avvio di stagione sotto la guida Donadoni.
Alle spalle degli azzurri si è fermata una delle più deluse della stagione 2009-’10, la Juventus: amareggiata dal settimo posto e dagli scarsi risultati, ottenuti  nonostante la staffetta Ferrara-Zaccheroni in panchina, la Vecchia Signora si dovrà accontentare dei preliminari di Europa League. 
Più in basso dei bianconeri, tra le favorite della vigilia, si è fermata solo la Fiorentina, partita con ben altri obiettivi e finita in una posizione di metà classifica senza infamia né lode.

Enza Civale

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