America’s Cup, la sfida a Valencia

AlinghicatamaranoDa oggi può momentaneamente calare il sipario sulla prossima Coppa America: sembra, infatti, che sia stato raggiunto un accordo tra Alinghi e BMW Oracle. Le due barche, un trimarano e un catamarano, dovrebbero sfidarsi nelle acque di Valencia il prossimo febbraio. Il defender ha confermato che organizzerà il ‘Deed of Gift Match’ a febbraio 2010 nella città spagnola, località e date richieste dal Challenger e già in precedenza stabilite dalla Corte.

Il braccio di ferro, quindi, è forse terminato e ora si potrà pensare all’organizzazione della 33esima edizione della America’s Cup, che alla fine dovrebbe disputarsi lì dove si è già svolta nel 2007. Alinghi, che veleggia per la Societè Nautique de Geneve (Sng), voleva che l’evento del prossimo febbraio si disputasse negli Emirati Arabi Uniti e già aveva scelto la città di Ras Al Khaimah, ma poi, dopo i rifiuti di Oracle, aveva deciso la settimana scorsa di proporre l’Austra lia come alternativa. Poi è arrivato il comunicato del team svizzero che accetta la richiesta dello sfidante americano: si gareggia a Valencia in Spagna.
Agli uomini di Alinghi va bene infatti anche il Mediterraneo in inverno, perché le condizioni meteo che troverebbero a Febbraio possono andar bene al catamarano svizzero, nonostante sia più adatto a brezze leggere. Alinghi è convinta che il team Bmw sia piuttosto indietro sia con l’assetto della barca sia con gli allenamenti con il trimarano: da qui la scelta di accelerare i tempi anche in un campo di regata non proprio ottimale.
Fino al 13 novembre, però, resta da parte della società svizzera l’offerta al Golden Gate Yacht Club “per una sede australiana nelle stesse date”, a patto che il GGYC accetti di ritirare ogni azione legale.
E’ probabile che Oracle non farà una retromarcia proprio ora e accetterà la soluzione spagnola. Nel frattempo il trimarano è ritornato nelle acque davanti San Diego per testare le nuove attrezzature, tra queste una vela rigida di ben 57 metri, due volte più grande dell’ala di un Boeing 747. Oracle dovrà allenarsi a lungo per capire se questa vela potrà andare bene durante le regate, ma adesso la sfida sembra veramente avvicinarsi.

Marianna Lepore


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