La marijuana, medicina efficace

marijuana

La rivista scientifica Clinical Nursing Research ha appena pubblicato uno studio che mette in luce come la marijuana sia efficace per alleviare i sintomi nei pazienti affetti da HiV/Aids più degli altri medicinali. L’uso terapeutico della marijuana si è dimostrato efficacee migliore delle medicine chimiche anche per molte altre malattie, come il cancro, il trattamento dei dolori cronici, l’ansia. 

Su 775 malati intervistati nel corso dello studio il 25% ha ammesso di fare un uso terapeutico della marijuana. In questi giorni la California governata da Arnold Schwarzenegger sta pensando seriamente di legalizzarla, anche per guadagnare un sacco di soldi in tasse su produzione e consumo. E pare che il 56% dei californiani sia d’accordo, anche perché la coltivazione a scopo terapeutico è legale nello stato americano già dal 1996. La famosa piantina del resto è diventata definitivamente illegale solo dopo il 1937, a partire da una legge americana. E questa legge portò notevoli vantaggi a diversi poteri economici per cui la marijuana era fumo negli occhi. Le industrie farmaceutiche non volevano un medicinale efficace per una varietà enome di malattie che chiunque si potrebbe coltivare sul terrazzo. Le industrie della carta da legname, capitanate dal magnate dell’editoria Hearst, non volevano un sistema più economico e a minore impatto ambientale per produrre libri e giornali. Le industrie del nascente nylon non volevano concorrenza nella produzione dei tessuti. Inoltre all’epoca la marijuana era associata a messicani e afroamericani e quindi il razzismo fu un’ulteriore motivazione. 
E così è andata a finire che la marijuana è stata punita perché “troppo vantaggiosa”. Accusata di essere una droga, anche se dà meno dipendenza ed è meno pericolosa per la salute rispetto all’alcool. Accusata di essere la porta per le droghe pesanti, anche se nessuno studio scientifico serio lo ha mai dimostrato e anzi sono più i consumatori di droghe pesanti che prima fumavano solo tabacco di quelli che fumavano marijuana.
Un grosso vantaggio per le mafie mondiali, che si arricchiscono col proibizionismo. Un grosso vantaggio per le industrie farmaceutiche, del legname e dei tessuti sintetici, che con la libera coltivazione industriale della marijuana vedrebbero i loro profitti cadere a picco. Un danno solo per la gente comune, come sempre
 
Francesco Defferrari

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