Procreazione assistita, in Sudan sarà low cost

fecondazionelowcost_Africa270809La legge 40 è stata una delle principali cause dell’emigrazione in cliniche straniere di molte coppie italiane. Una legge che con il tempo è stata migliorata, se così si può dire, dalle sentenze di vari Tribunali, ultima delle quali proprio quella che a Bologna stabiliva l’applicazione della tecnica della procreazione assistita anche per le coppie non sterili ma con gravi patologie trasmissibili.

L’ultima notizia, però, arriva dall’Africa e potrebbe essere una speranza per molte giovani coppie, quelle con stipendi bassi e mutui da pagare, che non riescono a sostenere le spese di almeno un ciclo di fecondazione assistita. Presto potrebbe essere realtà la procreazione assistita low cost. Nella capitale del Sudan aprirà alla fine di ottobre una clinica che promette di fornire terapie di fecondazione assistita per meno di 300 dollari.
I prezzi, quindi, saranno decisamente irrisori rispetto alle cliniche occidentali dove il business del bebé in provetta (nei paesi ricchi i costi di un ciclo possono raggiungere anche i 12 mila dollari) non sarà più giustificabile. I prezzi potrebbero quindi scendere ma per saperlo bisognerà prima vedere se in Africa decideranno di applicare le stesse cure anche alle coppie straniere. Perché la scelta di aprire una clinica per la ‘procreazione in vitro low cost’, non è una decisione puramente economica. Al contrario di quello che si può pensare anche l’Africa soffre del problema dell’infertilità che colpisce fino a una coppia su tre, colpa soprattutto di infezioni sessualmente trasmesse e pratiche (come le mutilazioni genitali) a loro volta causa di infertilità.

La clinica di Khartoun sarà finanziata dalla Low Cost IVF fondation di Massagno che promuove la semplificazione dei processi per la FIV con l’intento di dimostrare come i costi materiali per un ciclo di Fiv possono essere inferiori a 200 €.
“In occidente un trattamento di fecondazione assistita spesso ha prezzi proibitivi”, aveva detto Jonathan Van Blerkom della University of Colorado, nonché membro del team ESHRE (European Society of Human Reproduction and Embriology) e viste le ultime notizie aveva decisamente ragione.
Così dopo i paesi dell’est Europa ora anche quelli del sud del Mondo scoprono un nuovo business: secondo il magazine New Scientist ci sarebbero altre cliniche che offrono gli stessi trattamenti europei a prezzi molto più bassi: ad Arusha, in Tanzania, e a Cape Town, Sud Africa.

Legge 40, forse si cambia

Marianna Lepore

 


 

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