Pillola dei 5 giorni dopo: arriva l’ok

pillola5giornidopoPotrebbe essere introdotta a breve anche in Italia la pillola dei cinque giorni dopo. Ieri il Consiglio Superiore di Sanità ha, infatti, fatto un altro passo avanti dando all’unanimità un parere favorevole sulla ElleOne (questo il nome della pillola) purché non venga usata in caso di gravidanza accertata. Adesso manca ancora  il via libera dell’Agenzia italiana del farmaco.

La pillola è già stata approvata dall’Autorità farmacologica europea nel marzo 2009 ed è in commercio in Gran Bretagna, Francia, Germania, Spagna e Stati Uniti. Ora, secondo quanto stabilito dal Css, la pillola potrebbe entrare in commercio ma potrà essere utilizzata solo come contraccettivo d’emergenza e non come abortivo. Prima dell’assunzione, quindi, sarà obbligatorio un test per escludere una gravidanza in corso. Un «paletto importante», sottolinea la sottosegretaria alla Salute Eugenia Roccella, perché chiarisce che la pillola è «compatibile con le leggi italiane se c’è un test che elimina ogni dubbio di gravidanza in atto». Ora la parola passa all’Aifa che già in passato si era espressa negativamente e ha una pratica aperta sull’argomento ormai dal gennaio 2010. La pillola dei 5 giorni dopo, secondo il Consiglio superiore di sanità, interpellato proprio dal ministro della Salute, Ferruccio Fazio, non è in contrasto con la legge 194 perché non è un farmaco per l’aborto ma un farmaco per la contraccezione d’emergenza.
Tra le prime reazioni, quella del ginecologo Silvio Viale, primo a sperimentare in Italia la pillola abortiva: “Era ora. Rischiava di diventare una telenovela come quella della Ru486”, ha detto. “Adesso mi aspetto che il prossimo passo sia l’abolizione della ricetta obbligatoria per la contraccezione di emergenza, come già avviene nei paesi europei e negli Usa”.
Ma è certamente troppo presto perché questo accada in Italia, visto che qualsiasi tematica che affronti la gravidanza o i rapporti sessuali subisce un continuo martellamento di commenti da parte della Chiesa. Negli altri Paesi europei, dove pure i cattolici esistono, il commento dei preti o degli ambienti vicino al Vaticano non occupa costantemente spazio sui giornali, in televisione o nei dibattiti scientifici. In Italia è diverso, tanto che tra i primi commenti al parere del CSS è arrivato puntuale anche quello del cardinale Elio Sgreccia, presidente emerito della Pontificia Accademia per la vita: «È un aborto a tutti gli effetti, di raffinata malizia».
La dimostrazione evidente che se anche l’Aifa dovesse esprimersi positivamente ci sarà ancora moltissima strada da fare per lasciare libertà di scelta solo alle donne e ai loro medici.

Marianna Lepore

 
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