Aids, il virus ignorato

AidsgiornatamondialeÈ una malattia di cui si parla sempre meno ma è ancora in agguato: secondo i dati dell’Unaids nel mondo ci sono 33,2 milioni di persone che convivono con il virus dell’HIV, di questi 2,5 milioni sono bambini. Metà dei contagiati ha meno di 25 anni e muore prima dei 35. Oggi, in tutto il mondo, si celebra la Giornata mondiale di lotta all’Aids con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza nei confronti di questo virus e potenziare l’educazione alla prevenzione.

Si parlava molto più di Aids 10-20 anni fa, quando iniziò ad esserci il boom di contagiati e di morti, che non oggi. Eppure di Aids si continua a morire e non solo in Africa come in molti credono. I riflettori, però, si puntano su malattie più redditizie come il virus H1N1: grandi titoli, pagine intere dedicate alla prevenzione, continui resoconti sul numero delle vittime.
L’Aids è un virus molto più scomodo, perciò non se ne parla. Nonostante gli sforzi che hanno permesso la riduzione dei nuovi contagiati di circa il 17%, ogni anno milioni di persone sono infettate e non ricevono, poi, le cure adeguate. I trattamenti antiretrovirali, molto costosi, non sono forniti ovunque, addirittura alla fine del 2008 nei Paesi in via di sviluppo solo il 42% delle persone con HIV e AIDS ha ricevuto le cure necessarie.
Di questi molti sono bambini: secondo il rapporto Unicef-Unaids-Unfpa-Oms su ‘Bambini e Aids’, diffuso oggi, solo un bambino sieropositivo su tre (38%) riceve le cure necessarie per l’Hiv. I miglioramenti ci sarebbero soprattutto nel campo della prevenzione della trasmissione da madre a figlio che in Botswana è al 95% delle persone che ne hanno bisogno, in Namibia al 91% e in Sud Africa al 73%. In totale, il 45% delle donne sieropositive riceve il trattamento per evitare la trasmissione dell’Hiv ai figli, quasi il 200% in più dal 2005.
Le notizie non sono però tutte in negativo, perché negli ultimi due anni, grazie proprio alla ricerca e agli effetti della terapia antiretrovirale combinata, il numero di decessi dovuti a malattie correlate all’Aids è in diminuzione.

Il consiglio, che arriva da più parti, è quello di mantenere alto il livello di attenzione verso la malattia e sottoporsi al test periodicamente, soprattutto se si sono avuti rapporti sessuali a rischio, perché spesso si scopre di essere contagiati quando ormai la malattia è conclamata. E a quel punto iniziare la terapia con gli antiretrovirali significa ridurre buona parte dei benefici. In Italia, ad esempio, il 60% delle diagnosi è avvenuta proprio a virus già conclamato. Il ritardo della diagnosi, e la conseguente diffusione del virus, è il problema maggiore in Europa. Ma la maggior parte dei sieropositivi, il 67%, e delle vittime, il 72%, si trovano nell’Africa Subsahariana e nell’ultimo anno in Asia centrale e in Europa dell’Est c’è stato un aumento dei casi del 66%.
Il mondo, oggi, cercherà di riportare l’attenzione su questa malattia: la Torre Eiffel si spegnerà per cinque minuti alle 18.30 e l’Empire State Building e il ponte di Brooklyn a New York resteranno al buio per 5 minuti.
Piccole gocce nell’oceano visto che di Aids e di prevenzione bisognerebbe parlare ogni giorno, in ogni paese.

Marianna Lepore


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