Un giorno senza torture

Abu Ghraib torture

Oggi non sarà un giorno senza torture, anche se oggi, 26 giugno, è la Giornata Internazionale delle Vittime di Tortura, istituita per incoraggiare l’applicazione della Convenzione Internazionale contro la tortura e altri trattamenti o punizioni inumane e degradanti. A cosa serve un giorno simile? a ricordare che in molti paesi del mondo ancora si praticano ogni giorno sistematiche torture contro prigionieri, migranti, oppositori politici. A ricordare anche agli italiani che il nostro paese, pur avendo ratificato la convenzione, non ha mai fatto una legge per applicarla. 

Motivo per cui tra l’altro i poliziotti riconosciuti colpevoli di trattamenti inumani e degradanti nella caserma di Bolzaneto durante il g8 di Genova del 2001 non sono stati condannati per tortura, anche se quello che hanno fatto non si poteva chiamare in nessun altro modo. Quindi i cittadini italiani dovrebbero saperlo, che se vengono arrestati e torturati non hanno alcuna speranza che i colpevoli siano effettivamente puniti. 
Ci sono poi paesi nel mondo che la Convenzione non l’hanno mai ratificata, come l’Iran dove in questi giorni centinaia, forse migliaia di oppositori sono stati arrestati, o la Corea del Nord e la Birmania, dove nessuno sa quello che succede. Ci sono paesi che la Convenzione l’hanno firmata e ratificata ma che destano comunque grande preoccupazione sull’effettivo trattamento dei prigionieri, soprattutto se appartengono a una minoranza indigena oppressa e perseguitata. E poi ci sono gli Stati Uniti, che nonostante siano membri della Convenzione e abbiamo solidi diritti civili sulla carta, per anni hanno uccisotorturato e imprigionato senza processo persone innocenti solo sulla base del sospetto di terrorismo. 
Quindi serve, una giornata internazionale contro la tortura. A Roma questa sera va in scena uno spettacolo per ricordare le vittime di tortura e anche il dramma dei respingimenti, migranti che in maggioranza avrebbero diritto allo status di rifugiato politico eppure vengono rimandati in Libia, paese che la Convenzione l’ha pure firmata ma su cui permangono molti dubbi sulla reale protezione dei diritti umani, soprattutto nei confronti degli stranieri. 
Serve una giornata simile perchè l’opinione pubblica mondiale deve prendere coscienza di quello che accade nel mondo: solo così verrà davvero un giorno senza torture

Francesco Defferrari

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