Terroristi

Tissainayagam portato al processo

Il governo centrale dello Sri Lanka ha vinto pochi mesi fa, pare definitivamente, una guerra civile duranta decenni contro i separatisti Tamil che vivono nel nord dell’isola, o meglio ufficialmente solo contro le Tigri Tamil, l’organizzazione politica armata che a lungo ha dominato la zona. Dopo la vittoria si sperava che il governo cingalese abbandonasse la politica repressiva contro ogni forma di opposizione attuata da sempre con la comoda scusa di combattere il terrorismo. Ma niente del genere è avvenuto.

Lo Sri Lanka resta una delle nazioni meno democratiche del mondo, dove il rispetto per la libertà di stampa è sotto zero. Un giornalista Tamil, Jayaprakash Sittampalam Tissainayagam, è stato appena condannato a 20 anni di prigione per “supporto del terrorismo e incitamento all’odio razziale”. In realtà il giornalista, che lavoravava per il Sunday Times, il cui direttore Lasantha Wickrematunge è stato assassinato a gennaio, scriveva semplicemente in favore dei diritti dei Tamil e contro la guerra. Anche su un sito web che secondo la sentenza era “pagato dai terroristi”. Ma il sito in realtà era pagato da un’organizzazione umanitaria tedesca. 
Da sempre le organizzazioni umanitarie e la croce rossa non possono recarsi nel nord dello Sri Lanka, evidentemente perché il governo non vuole che vedano le sistematiche violazioni dei diritti umani contro la minoranza Tamil. Un video ha appena fatto il giro del mondo: mostra soldati cingalesi che uccidono i prigionieri Tamil. Nello stile delle migliori dittature sanguinarie. Il governo cingalese sostiene che il video sarebbe falso, ma è impossibile credere a un governo che disprezza la libertà di stampa, uccide e imprigiona i giornalisti e nega l’accesso alle organizzazioni umanitarie. Inoltre già a maggio si sapeva che alcuni dirigenti politici delle Tigri Tamil che cercavano di arrendersi sono stati uccisi a sangue freddo dall’esercito cingalese. 
Infatti Humans Rights WatchAmnesty International e altri gruppi hanno chiesto all’Onu di creare una commissione d’inchiesta indipendente per crimini di guerra. Il presidente dello Sri Lanka ha risposto che durante i combattimenti contro le tigri tamil non ci sono state violazioni dei diritti umani e nemmeno vittime civili. Ma è lo stesso governo che dice che nel paese c’è libertà di stampa e democrazia, quindi è del tutto privo di credibilità. Intanto 300.000 Tamil sono ancora imprigionati nei campi profughi in seguito alla guerra e ai bombardamenti governativi. Il governo ha promesso che almeno 75.000 sarebbero tornati alle loro case entro il mese di agosto, ma non è chiaro se questo sia avvenuto. Il problema è che i Tamil sembrano non avere molti amici a livello internazionale. India, Giappone e Cina fanno affari con il governo cingalese, l’America di Bush incoraggiava la sua “lotta al terrorismo” a scatola chiusa, quella di Obama e l’Europa per ora si sono limitate a timide proteste contro il trattamento della minoranza Tamil in Sri Lanka. Ma la collaborazione economica continua come se niente fosse successo.
In questa situazione le speranze che il governo cingalese risponda per i suoi crimini, o perlomeno permetta alla minoranza Tamil di tornare alle proprie case e vivere in pace, sono molto flebili. 

Francesco Defferrari


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