La Saberi torna libera

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roxanasaberirilasciata_110509Roxana Saberi ha vinto la sua battaglia ed è stata rilasciata. La giornalista irano-americana era stata condannata in primo grado a otto anni di reclusione per spionaggio e, in vista della sentenza di appello, aveva iniziato il 21 aprile uno sciopero della fame per chiedere di essere scarcerata. Poi sei giorni fa, aveva interrotto la sua protesta dopo l’annuncio che il processo d’appello si sarebbe tenuto a breve.

Nemmeno una settimana e la sentenza è arrivata: la pena, inflitta per il reato di “cooperazione con uno Stato ostile”, è stata ridotta a due anni con sospensione condizionale della pena perché gli Stati Uniti non sono un Paese ostile. “Con gli Usa non siamo in guerra – ha detto Abdolsamad Khorramshahi, uno degli avvocati della reporter – per questo la pena è stata ridotta”. Ma dietro alla sentenza di questo caso, che aveva interessato l’opinione pubblica di tutto il mondo, si nasconde anche qualcos’altro.

I rapporti tra Stati Uniti e Iran non sono idilliaci ed è cosa nota. Da 30 anni le relazioni diplomatiche sono molto fredde e lo stesso fondatore della Repubblica islamica, l’aytollah Khomeini, non si era per nulla trattenuto nel definire che “l’America è il Grande Satana”.

Eppure con l’elezione di Obama piccoli passi avanti sono stati fatti e forse lo scenario potrebbe in parte cambiare. Secondo la nuova amministrazione americana, l’Iran sarebbe pronto ad ascoltare proposte concrete sul dossier nucleare, sulla collaborazione sul tema energetico e sul coinvolgimento in Afghanistan.
La liberazione della Saberi potrebbe dunque essere un messaggio di apertura di Ahmadinejad in vista delle prossime elezioni del 12 giugno che vedono il presidente iraniano già vincente al primo turno e che lo hanno visto coinvolto in una campagna elettorale molto stile Obama. Dopo il risultato ufficiale delle urne, i rapporti tra i due stati potrebbero distendersi. Prima di allora ogni scelta “occidentale” potrebbe essere interpretata negativamente dai conservatori estremisti.
Al momento, quindi, il passo di conciliazione può essere rappresentato solo dalla liberazione della Saberi. Oggi, però, resterà un giorno da festeggiare per quanti quotidianamente fanno informazione nei paesi a rischio mettendo continuamente in pericolo la propria vita e per quanti quotidianamente fanno informazione nei paesi così detti liberi e lottano ogni giorno per non vedere taciute le vere notizie.

Marianna Lepore