Aborti della democrazia

Berlusconi con Gheddafi

El Pais recentemente paragonava l’Italia di oggi all’impero romano in decadenza, e la visita di Gheddafi di questi giorni in effetti ricorda la visita del Re Numida Giugurta a Roma, narrata da Sallustio, anche se quella avvenne ancora al tempo della Repubblica Romana. Amico e nemico della città eterna, Giugurta venne a Roma per rispondere di massacri commessi nel suo regno contro commercianti romani e italici, ma non fu arrestato perché aveva corrotto mezzo senato. Sallustio infatti gli fa dire la famosa frase “Non c’è niente a Roma che l’oro non possa comprare”. 

Già che c’era a Roma fece anche uccidere un suo oppositore politico. Il popolo romano gridò allo scandalo e i politici del tempo furono alla fine costretti a dichiarare guerra a Giugurta, che alla fine fu catturato, portato a Roma e ucciso. Il parallelismo nasce dal fatto che anche Gheddafi è qui a Roma, dove incontra tutti e fa più esternazioni di Berlusconi, grazie al fatto che ha corrotto mezzo paese, solo che lo ha fatto con le forniture di petrolio invece che con l’oro. Infatti gli industriali italiani lo applaudono quando dice che con il governo di Berlusconi è più facile fare affari che con quelli di sinistra. Eccome se è più facile, l’amato premier è un convinto sostenitore del dialogo con qualsiasi dittatore del mondo. Saranno affinità elettive
Gheddafi si lascia andare ad ogni sorta di esternazione: dice che la condizione femminile nel mondo arabo deve migliorare e che il mondo ha bisogno di una rivoluzione culturale femminile, e come dargli torto. Dice di leggere Matilde Serao, e pure qui niente da ridire. Dice che i partiti sono aborti della democrazia, e sicuramente lo abbiamo pensato tutti qualche volta, ma dipende dall’alternativa. Churchill diceva che la democrazia è un pessimo sistema ma le alternative sono molto peggio. La Libia di Gheddafi in effetti sembra peggio. Considerata un paese in una “situazione molto grave” per quanto riguarda la libertà di stampa da Reporters sans frontieres, con i maggiori media in mano statale, giornalisti spariti nel nulla in passato e blogger che vengono continuamente arrestati. Colpevole di sistematici abusi sia contro i propri cittadini, con arresti e detenzioni arbitrarie per motivi politici, che con i migranti che arrivano nel suo territorio. Visitata recentemente da Amnesty International, che ha trovato parecchi punti oscuri sulla situazione dei diritti umani nel paese nordafricano. 
Certo, nel mondo ci sono nazioni in situazioni anche peggiori. La Libia ormai è diventata grande amica dell’occidente dopo aver smesso di finanziare il terrorismo internazionale tanto da avere ormai ottimi rapporti non solo con l’Italia ma anche con la Gran Bretagna, la Francia e gli Stati Uniti. Questo basta per dimenticare i cittadini italiani cacciati ed espropriati da Gheddafi quando salì al potere? i 5 dissidenti libici fatti uccidere da Gheddafi negli anni 80 in territorio italiano? gli ebrei libici perseguitati ed esiliati? il finanziamento ai terroristi responsabili del massacro degli atleti israeliani alle olimpiadi di Monaco nel 1972? L’uccisione di una poliziotta inglese a Londra fuori dall’ambasciata libica? la bomba del 1986 in una discoteca di Berlino, con 3 morti e 230 feriti? l’attentato contro il volo Pan Am 103 caduto a Lockerbie in Scozia nel 1988, uccidendo 270 persone? l’attentato del 1989 contro il volo francese Uta 772 dal Congo al Niger, 170 morti? I due missili lanciati contro Lampedusa nel 1986, caduti fortunatamente in mare? La sparatoria contro la sinagoga di Roma del 1982, un bambino di 2 anni ucciso e 37 feriti?
Gheddafi contro l’occidente ne ha fatte molte più di Saddam e l’ha sempre fatta franca. Ora va bene fino a un certo punto scordarsi il passato, fare la pace con vecchi nemici, ma non sarebbe stato meglio prima chiedere alla Libia di fermare le violazioni dei diritti umani e iniziare un vero cammino verso reali diritti civili e politici per la popolazione libica? E ci si può fidare di un simile governo perché accolga migranti che magari hanno un fondato diritto di asilo perché fuggono da guerre e dittature?
Gli aborti della democrazia più che i partiti sono i governi occidentali che pur di fare affari con certi paesi sono disposti ad accogliere a braccia aperte qualsiasi tipo di dittatore. Basta che paghi, e che importa se ha le mani sporche di sangue

Francesco Defferrari

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