La pace nel 2010

Proteste a Kabul per le uccisioni di civili aghaniImmaginiamo un attimo che dopo l’aggressione a Berlusconi il governo italiano abbia dato ordine all’esercito di bombardare a tappeto Cesano Boscone, il paese dove viveva Massimo Tartaglia. Un’idea assurda, folle, che sembra grottesca solo a dirla. Il paese dell’aggressore infatti non c’entra nulla con lui, non ha alcuna colpa per le sue azioni. Eppure questo è il modo con cui ragionano gli stati, quando decidono bombardamenti e guerre.

Pensiamo all’Afghanistan, nel 2001 e soprattutto oggi: 8 anni fa il paese ospitava probabilmente Bin Laden con la dirigenza di Al Qaeda. Aiutare gli oppositori dei talebani, l’Alleanza del Nord, a rovesciare un governo integralista era sicuramente giusto, ma bombardare i civili non lo era. Perché i civili afghani non avevano alcuna colpa per Al Qaeda o il terrorismo. Oggi, dopo anni di guerra, continuare a bombardare i civili afghani per catturare poche decine di integralisti è completamente assurdo. La follia di tutto questo è ancora più evidente se pensiamo all’Iraq: si stima che dal 2003 ad oggi almeno 1 milione di iracheni siano morti per effetto della guerra, e il paese oggi è pieno di terroristi che prima non c’erano. Tutto per uccidere un dittatore e i suoi fiancheggiatori accusati di avere armi di distruzione di massa che non avevano e di finanziare un terrorismo che non finanziavano. 
Ma come si fa allora a combattere il terrorismo? La risposta è ovvia, solo che negli ultimi anni la propaganda guerrafondaia ha fatto di tutto per renderla meno chiara di quello che è. Per combattere il terrorismo bisogna lavorare per la pace, arrestare i singoli terroristi e fermare i loro finanziatori. Si combatte cioè colpendo i responsabili veri, non i civili innocenti. Colpire nel mucchio è mostruosamente sbagliato perché fa esattamente quello che i terroristi vogliono: alimentare l’odio e la guerra. E’ la stessa politica criminale che ha adottato Israele nei confronti dei palestinesi: visto che alcuni di loro praticavano il terrorismo l’esercito israeliano ha deciso di bombardare il Libano e Gaza, oggi diventata un enorme campo di concentramento
Questo ragionamento è assimilabile a quello dei razzisti. Se un islamico è un terrorista, tutti gli islamici lo sono. Se un immigrato è un criminale, tutti gli immigrati lo sono. Un ragionamento fallace, stupido, controproducente. 
Ma in realtà il ragionamento è tipico di chi è in malafede e ha secondi fini. Ne abbiamo un esempio lampante in Italia dove, dopo l’aggressione a Berlusconi, la maggioranza, anche se per fortuna non si è ancora spinta fino ai bombardamenti, si è lanciata in attacchi feroci contro l’opposizione, accusandola di avere responsabilità inesistenti per il gesto di un folle che era già stato arrestato. La responsabilità penale è personale. Se viene meno questo principio di basilare ragione e legalità si aprono le porte al razzismo, all’odio e alla guerra. Purtroppo la verità è che quelli che lo fanno non sono semplicemente stupidi: lo fanno apposta per sfruttare la situazione a loro vantaggio. I fedelissimi di Berlusconi in realtà vogliono attaccare l’opposizione e la democrazia, e l’aggressione era il pretesto ideale per proseguire il loro piano. I falchi israeliani vogliono semplicemente lo sterminio di tutti i palestinesi in quanto tali, e il terrorismo è un pretesto utile a questo fine. Bush e i suoi amici petrolieri volevano il petrolio di Saddam, e si sono inventati una marea di menzogne per prenderselo. Soprattutto, ci sono persone che vogliono la guerra. Vogliono la guerra perché si arricchiscono con il commercio e la produzione di armi oppure perché ne ricavano un qualche vantaggio. 
Infatti nel mondo non esiste mai una contrapposizione tra Noi e Loro, gli islamici e i cristiani o qualsiasi altro gruppo facilmente identificabile. Esiste una sola vera contrapposizione, tra coloro che vogliono la guerra e coloro che vogliono la pace. Quelli che vogliono la guerra, in qualsiasi campo siano, se lasciati liberi di agire diventano di fatto il vero nemico di tutti gli altri, che vengono trascinati nella loro follia e plagiati dalla loro propaganda. Chi vuole la guerra se non ha un nemico se lo crea, cerca di spingerlo alla guerra in tutti i modi e poi finge di essere la vittima. Berlusconi, nel suo piccolo, ha sempre esasperato la contrapposizione contro “la sinistra comunista” e “i magistrati comunisti”, anche se in realtà i suoi oppositori hanno semplicemente contestato i suoi giganteschi conflitti di interessi e i magistrati hanno fatto semplicemente il loro dovere. Oggi il gesto stupido di un folle gli dà il pretesto perfetto per fare la vittima. La stessa tecnica di Ahmadinejad e Khamenei in Iran, che hanno truccato le elezioni, uccidono e arrestano gli oppositori e poi dicono che è colpa loro. La stessa tecnica di Hitler, che perseguitava gli ebrei e intendeva attaccare l’intera Europa come poi ha fatto, ma diceva che tutti complottavano contro la Germania. 
Il 2009 finisce con un attentato fallito su un aereo e nuovi attacchi dei talebani. Nel 2010 la probabile reazione degli Stati Uniti saranno nuovi bombardamenti in Afghanistan, dove già oggi ci sono state altre 8 vittime innocenti, e in Yemen. Anche se l’unico modo efficace per combattere davvero il terrorismo sarebbe quello di diminuire la contrapposizione, non aumentarla, e cercare i veri colpevoli, non colpire dove capita. Allora viene da chiedersi da che parte sta il presidente americano Obama, appena insignito del Nobel per la Pace? Purtroppo il fondato sospetto è che sia già stato arruolato da un pezzo nel campo della guerra. 

Francesco Defferrari

 
Ordina libri, cd, dvd su Ibs e sostieni il sito 

    

Leave a Reply

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>