Ucciso Osama Bin Laden

OsamaBinLaden_uccisoEra la notizia che qualsiasi giornalista avrebbe voluto dare in diretta e invece è stato il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, a comunicarlo in conferenza stampa questa notte, ora italiana. Osama Bin Laden è morto. O meglio è stato ucciso dalle truppe americane. “Giustizia è fatta” ha detto il Presidente, annunciando all’America che l’incubo è finito. Il tiranno che aveva inasprito il rapporto tra il mondo occidentale e quello musulmano è stato fatto fuori. Ma è veramente finita l’epoca del terrore?

Dieci anni dopo l’11 settembre, dieci anni dopo un evento che inevitabilmente ha cambiato il nostro modo di vivere e la nostra percezione della paura, il simbolo dello scontro è stato eliminato. Un blitz della Cia, la stessa intelligence che anni prima se l’era fatto scappare, la stessa che non era riuscita a prevedere gli attacchi del 2001, questa volta è riuscita a uccidere Bin Laden. Nessuna grotta, nessuna vita di sacrificio, lontana dagli affetti. Osama viveva in una palazzina per i gusti occidentali orribile, alle porte di Islamabad, insieme a qualche figlio e a due mogli.
L’America, dopo dieci anni, ritrova orgoglio e vigore con una notizia che segna una vittoria che forse nessuno più attendeva, dopo la lunga e fino ad oggi infruttuosa caccia al terrorista-simbolo che sembrava inafferrabile.
Ma come tutti i grandi ricercati, il mistero su Osama non si è svelato. Solo questo pomeriggio, ora italiana, alcuni media americani hanno dichiarato che il test del Dna ha confermato che si tratti di Bin Laden al 99,9%. C’è chi assicura che il corpo è ancora in mano all’intelligence USA e chi invece è certo che il corpo sia stato sepolto in mare, come la tradizione islamica vorrebbe (sempre secondo alcune interpretazioni).
Così mentre il popolo americano festeggia, con gente che fin da questa notte si è riversata per le strade, convinta che “la strategia del terrore” sia ormai terminata, su internet nascono i dubbi più disparati su quanto sia successo. In dieci anni, l’invadenza della rete ha cambiato totalmente il nostro modo di informarci e la nostra abitudine a cercare continue documentazioni sulle notizie che leggiamo. Così subito dopo l’annuncio del presidente Obama, in internet è rimbalzata l’immagine diffusa da una tv pakistana che raffigurava la faccia di Osama Bin Laden, morto.
Tra i primi a mettere in guardia per la foto falsa, c’è stato il sito dell’organizzazione pacifista Peace Reporter che aveva spiegato come la foto fosse stata scattata nel 2006 e ritraeva un prigioniero torturato. L’immagine era poi stata pubblicata su un sito internet, da lì ripresa e pubblicata almeno in Italia su quasi tutte le prime pagine dei siti di informazione. Tra l’altro la foto ritraeva un Bin Laden molto più giovane rispetto alle ultime immagini che lo ritraevano. Così, per tutti gli appassionati del genere, è nata subito la teoria del complotto: perché ucciderlo e non farlo prigioniero? Perché eliminare la prova (il corpo) gettandola in mare? Perché, soprattutto, esporsi alla vendetta preannunciata dal figlio?
Obama nel suo discorso ha puntualizzato che l’America non ha mai combattuto contro l’Islam, ma la notizia dell’uccisione di Bin Laden è stata, come era prevedibile, condannata da Hamas mentre il movimento islamico dei Fratelli Musulmani egiziani ha concluso che “Ora che è morto Osama Bin Laden gli americani possono ritirarsi dall’Iraq e dall’Afghanistan”.
Non sarà così, adesso forse comincerà la fase più difficile del “ritorno alla normalità”. Dieci anni dopo, tremila morti solo a Ground Zero, migliaia di morti nelle guerre di esportazione della democrazia in Iraq e in Afghanistan, le stragi di Bali, Madrid, Londra, è stata uccisa la causa “scatenante”, Osama Bin Laden. Cosa dobbiamo aspettarci, ora? La Cia assicura che “la vendetta è certa”. La guerra, quindi, continua.

Marianna Lepore

 
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