Quel premio tanto criticato

ObamapremioNobelManca poco alla cerimonia ufficiale di consegna del Premio Nobel per la Pace che oggi, alle 13, sarà conferito al presidente degli Stati Uniti, Barack Obama. Sarà uno dei discorsi più difficili del suo primo anno di presidenza, non solo perché la maggioranza degli americani è convinta che non meriti questo riconoscimento, ma anche perché sarà la prima persona a ricevere un Nobel per la pace a pochi giorni dall’annuncio di inviare più truppe in una guerra.

Una contraddizione plateale che, secondo le prime fonti, sarà proprio al centro del discorso di accettazione del presidente americano. Quando un anno fa Obama è stato eletto, in Afghanistan c’erano 32 mila militari americani. Ma alla fine del prossimo anno arriveranno a essere 100.000. Un po’ troppo in contrasto con il concetto di pace nel mondo.
La politica estera di Obama non sembra più così lontana dalla guerra, visto che ormai lo scontro in Afghanistan non è più un’eredità di Bush ma è una sua scelta di campo. E il presidente americano non sembra più in grado di raccogliere nemmeno il consenso dei cittadini europei. A Oslo non è stato accolto con molto calore, anche perché Obama ha deciso di non partecipare al tradizionale pranzo con il Re Harald e nemmeno al concerto di domani sera a cui parteciperà la star e rapper americana Will Smith. Un sondaggio pubblicato ieri dal giornale norvegese Verdens Gang rivela che il 53 per cento dei norvegesi considera sgarbato il rifiuto di Obama di partecipare al concerto.
Obama, però, non può dedicare troppo tempo alle visite all’estero. Non solo perché la prossima settimana sarà a Copenhagen per partecipare all’ultimo giorno della conferenza Onu sul cambiamento climatico, ma soprattutto perché in questo momento deve preoccuparsi principalmente dell’economia americana e del tasso di disoccupazione, fermo al 10 per cento.
Nel mondo, gli oppositori al presidente americano si sono scaldati particolarmente nelle dichiarazioni contro questa cerimonia. L’ex presidente Fidel Castro ha accusato il presidente Usa di essere stato “cinico” per aver accettato il Nobel per la pace.
Mentre sul fronte afghano, proprio lì dove Obama ha deciso di inviare più militari, i talebani hanno pubblicato sulla loro pagina internet un commento “Obama, sul cammino di Bush”, in cui scrivono che “ironicamente, il Comitato lo ha scelto fra 205 candidati, non tanto per risultati concreti, ma per le sue ispirate parole.” E sostengono che lo stesso Alfred Nobel si sarebbe rifiutato di concedere il premio ad una persona che “soffia sul fuoco della guerra”.
La capitale norvegese ha accolto Barack Obama con ostilità e per il presidente americano è una situazione decisamente nuova da gestire. Non ci sono solo i manifestanti anti-guerra accampati davanti al suo albergo. Non ci sono solo le scritte ecologiste sul selciato. Ma anche il debutto di un cartoon politico confezionato per irridere il fenomeno della “GlObamazation”.
E poi quella scelta di non partecipare alla colazione con il sovrano norvegese e alla visita alla mostra del Centro Nobel, definita “arrogante” dal quotidiano Aftenposten.
Da domani, Barack Obama ritornerà a preoccuparsi della politica interna, di quell’appoggio sceso al 47 per cento, secondo l’ultimo sondaggio Gallup, della difficile situazione economica. I precedenti premi Nobel ex presidenti americani potranno ispirarlo, così come hanno fatto per  il suo discorso. Ma la sua posizione è decisamente inedita. E sarà difficile per Obama invertire la rotta e riconquistare il suo popolo.

Marianna Lepore

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