Obama, un triste anniversario

Obama1anniversarioBarack Obama non ha ricevuto un bel regalo a un anno esatto dal suo insediamento alla Casa Bianca. I risultati delle elezioni in Massachusetts, uno stato da sempre democratico in cui il seggio al Senato (negli ultimi 40 anni) è sempre stato della famiglia Kennedy, sono un colpo allo stomaco: vince il repubblicano Scott Brown, che nella sua campagna elettorale ha puntato tutto sulla crisi economica.

Per chi non è americano e non segue la politica degli Stati Uniti, può sembrare una sconfitta come un’altra. Non è così. Scott Brown sembrava fino a qualche settimana fa l’ennesimo repubblicano che sarebbe uscito sconfitto dalla battaglia elettorale con i democratici del Massachussetts. Poi i sondaggi hanno iniziato a darlo vincente, così erano scesi in campo, a difendere il seggio democratico, anche il presidente Barack Obama e l’ex presidente Bill Clinton. I loro discorsi, però, non sono riusciti a far cambiare opinione all’elettorato e a far vincere la democratica Martha Coakley. Ha fatto troppi passi falsi, secondo alcuni osservatori. E così il seggio di Ted Kennedy (che si era battuto fino alla fine per la riforma sanitaria) è andato perso. La verità, forse, è un’altra. Il 44% degli elettori dello stato del Massachusetts in un recente sondaggio ha detto che l’economia e il lavoro sono i problemi più importanti. Solo il 38% ha nominato la riforma sanitaria come la preoccupazione più forte. 

Barack Obama non ha sbagliato nel puntare sulla riforma sanitaria in un paese, come gli Stati Uniti, dove farsi curare senza avere un’assicurazione medica non è possibile. Ma ha sbagliato a dimenticare gli altri obiettivi di cui tanto ha parlato durante la sua campagna elettorale. Perché gli americani, probabilmente, non erano ancora pronti ad affrontare l’argomento sanità. Mentre gli altri problemi restano sullo sfondo e in alcuni casi sono addirittura peggiorati. La crisi economica è lì, non è stata superata. La disoccupazione attraversa gli Stati Uniti e anche su questo fronte non è stato fatto nulla. In politica estera non ci sono state significative mosse del Presidente. E il fronte militare ha addirittura peggiorato la sua situazione. La decisione di inviare più truppe in Afghanistan e di diventare, quindi, anche lui responsabile di quella guerra è stata una scelta che ha deluso i giovani e le minoranze etniche che furono decisivi nella sua elezione. L’ala sinistra del suo partito lo accusa anche di essere stato troppo indulgente con i banchieri di Wall Street.
Barack Obama esce con le ossa rotte e non avrà il tempo di festeggiare il suo primo anno di presidenza. Ora deve rimboccarsi le maniche e studiare bene gli equilibri parlamentari a Washington. Il presidente ha perso la maggioranza di 60 voti su 100 al Senato, indispensabile per bloccare l’ostruzionismo dell’opposizione. Brown ha già detto che voterà contro la riforma sanitaria al Senato per cui adesso bisogna solo capire cosa farà Obama. Qualcuno si chiede se cercherà di far approvare la riforma sanitaria prima che il nuovo repubblicano arrivi al Senato. Potrebbe seguire il percorso legislativo della “riconciliazione” dei testi di Camera e Senato che consente di approvare quello conclusivo a maggioranza semplice e in quel caso non incontrerebbe molti problemi.
Ma questo non era il piano di Obama. Ora i suoi consiglieri sono al lavoro, soprattutto per cercare di recuperare l’affetto dei suoi elettori. Molte cose non hanno funzionato e molti obiettivi potrebbero essere messi da parte per riconquistare il popolo americano. Obama ha solo dieci mesi prima delle elezioni di mid-term per invertire la tendenza e far vincere di nuovo il sogno americano. Non sarà facile.

Marianna Lepore

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