Nessuna strategia

l'autocisterna esplosa

Sulla guerra in Iraq ci sono sempre stati pesanti sospetti che la principale motivazione dell’amministrazione Bush, più che le inesistenti armi di distruzione di massa di Saddam, fosse il petrolio iracheno. Nel caso dell’Afghanistan però il gas naturale, che pure esiste nel paese, non era la prima motivazione. L’obiettivo era davvero quello di eliminare un santuario del terrorismo dopo l’11 settembre. 

Il governo talebano era rapidamente caduto sotto l’attacco dei suoi oppositori storici, l’Alleanza del Nord, aiutata dai bombardamenti occidentali. Sono passati 8 anni e in tutto questo tempo la coalizione internazionale non ha saputo creare una strategia in Afghanistan. Non solo non ha una strategia efficace per sconfiggere i talebani definitivamente e dare stabilità e controllo del territorio al governo afgano, ma non ha proprio la minima strategia. Fin dal 2001 tutto quello che hanno fatto è stato stabilire delle basi, controllare alcune città e alcune strade e gettare bombe ovunque. Queste bombe hanno ucciso un numero incerto di persone, probabilmente tra 10.000 e 15.000, la stragrande maggioranza civili innocenti. Anche le bombe “sporche” dei talebani hanno ucciso più o meno lo stesso numero di civili. Così ora come ora il risultato della guerra è che molti afghani considerano i talebani dei terroristi e gli occidentali altri terroristi. Da inizio luglio la Nato si sta sforzando di cambiare strategia e diminuire i bombardamenti, ma oggi una bomba occidentale su un’autocisterna rubata dai talebani ha provocato circa 90 morti, e molti probabilmente erano civili innocenti che cercavano disperatamente di prendere un pò di carburante in un paese in cui manca qualsiasi cosa. 
La guerra finora è stata molto costosa per la coalizione occidentale, in termine economici e di vite umane. Solo per gli Usa, 440 miliardi di dollari. Per il Regno Unito, circa 20 miliardi. L’Italia ne ha spesi almeno 3. Denaro usato per pagare armi, bombe e bombardamenti, che avrebbe potuto essere impiegato molto meglio per lo sviluppo dell’Afghanistan, con risultati a lungo termine infinitamente migliori per la stabilità del paese. Il Prodotto Interno Lordo afghano è solo 31 miliardi di dollari l’anno. Con la cifra spesa per la guerra sarebbe stato possibile regalare 15.000 dollari a ogni afghano, compresi i bambini in fasce. L’equivalente di 10 anni di stipendio per l’afghano medio. Oppure si sarebbero potute costruire centinaia di migliaia di scuole, ospedali, cliniche e orfanotrofi funzionanti, dotando il paese di infrastrutture paragonabili a quelle di un paese sviluppato. Invece gli aiuti erogati dall’Occidente all’Afghanistan in questi anni, in gran parte scomparsi nelle maglie della corruzione diffusa, sono stati solo 15 miliardi, diciamo meno di un trentesimo delle spese militari della Nato.

Uno dei feriti in ospedale

I bombardamenti vengono usati per sostituire la presenza militare sul territorio, che è sistematicamente insufficiente. Ma quando uccidono innocenti le bombe creano continuamente nuove reclute per i talebani, nuovi mutilati, nuove tragedie. Bisognerebbe fare bene la missione di pace o fare bene una guerra. Per fare bene una missione di pace bisognerebbe finanziare davvero la società civile afgana per creare un vero sviluppo economico, cessare completamente i bombardamenti, fissare una data per il ritiro, iniziare un dialogo con i talebani o almeno con una parte di essi. Per fare bene la guerra sarebbe necessario mandare un numero molto superiore di truppe di terra nel paese, sequestrare le armi e arrestare i talebani casa per casa e campo per campo. Ora in Afghanistan la coalizione ha 60.000 uomini, ma per fare questo ne servirebbero 5 volte tanti. 
Se non si fa bene nessuna delle due cose e non si sceglie nessuna delle due strade la coalizione internazionale continuerà a trascinare ancora per anni questo stillicidio di vittime civili, attentati, perdite militari, piccole inutili vittorie. E poi dovrà scappare, sconfitta, dall’Afghanistan. 

Francesco Defferrari

 
   

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