Il No-Sarkò day

NicolasSarkozyFinito il No-B day, finite le dirette e messe da parte le bandiere viola, archiviate alcune delle polemiche politiche ora la tecnica di raduno delle masse si sposta in Francia. I blogger francesi sono rimasti colpiti dal successo dell’iniziativa italiana, entusiasti delle foto che, non solo a Roma, ritraevano migliaia di persone in piazza. E vorrebbero replicare tutto contro Nicolàs Sarkozy.

Non è un momento facile per il presidente francese, in carica dal maggio 2007. Nicolàs Sarkozy, secondo un sondaggio condotto dal giornale Paris Match, avrebbe raggiunto il livello più alto di malcontento tra i francesi dall’inizio del suo mandato, cinque anni fa. Ben il 61% dei suoi connazionali, infatti, non è soddisfatto del suo lavoro. Secondo l’Ifop, il consenso del capo di Stato francese è al suo minimo storico.
Così è nata l’idea del No-Sarkozy Day: una mobilitazione per il 20 marzo prossimo, alla vigilia del secondo turno delle elezioni regionali, una protesta che riesca a eguagliare quella italiana. “I francesi sono più felici dei loro vicini italiani? Sono soddisfatti della politica dei loro governi? Pensano che il presidente assolva la sua funzione e rispetti i suoi impegni?”
“Per niente” è la risposta scontata. Così la rete ha iniziato a muoversi. È nato il sito Ensemble Contre Sarkozy che sta organizzando la manifestazione e anche su facebook, dove ormai sembrano destinate a passare tutte le proteste, sono nati diversi gruppi che chiedono le dimissioni del presidente francese, ma soprattutto richiamano il popolo a scendere in piazza il 20 marzo 2010.
C’è il gruppo No-Sarkozy day che fino ad ora ha 1.657 fans, c’è il gruppo Contre Nicolas Sarkozy che elenca nove motivi per cui aderire oltre a chiedere di trovarne di nuovi e infine il gruppo più grande: il N0 SARKOZY DAY !! 20 marzo 2010 obiettivo 1 MILIONE.
Italia e Francia, dunque, accomunate dalla rivolta popolare. Anche perché se in Italia la sinistra sembra in crisi, con alcuni partiti ormai fuori dal parlamento e altri che sembrano a volte dimenticarsi dei propri elettori, nel paese d’oltralpe la sinistra non se la passa meglio. La differenza di base tra le due proteste è nell’attenzione mediatica. In Italia il quotidiano la Repubblica aveva subito ripreso la ribellione degli internauti quasi costringendo anche gli altri giornali a parlarne. In Francia, invece, solo il sito Marianne2.fr si è finora occupato della protesta. “Le similitudini tra Sarkozy e Berlusconi sono numerose”, si legge sul sito, “a cominciare dalla loro volontà di erigersi a leader messianici e a propugnare un sistema di governo che coniuga abilmente il liberismo economico e il nazionalismo in materia di sicurezza”.
Certo non è detto che la mobilitazione raggiunga lo stesso successo di pubblico del No-B day. E l’articolo sul settimanale Marianne lo dice chiaramente. Anche perché Sarkozy, tutto sommato, non ha così tanti punti deboli come Berlusconi e già la mobilitazione contro la nomina del figlio Jean alla guida del centro d’affari della Defence (nomina poi ritirata) aveva radunato solo una manciata di persone. La sfida, però, potrebbe essere la molla capace di attirare i francesi in strada, se non altro per eguagliare le piazze italiane.

Marianna Lepore


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