Clima teso tra Stati Uniti e Myanmar

AungSanSuuKyi“L’amministrazione americana è profondamente irritata per il modo in cui si stanno organizzando le prossime elezioni legislative nel Myanmar”, per questo motivo oggi Kurt Campbell, assistente del Segretario di Stato per l’est asiatico e il Pacifico, è arrivato nel Paese dove ha incontrato alcuni rappresentanti del governo e dell’opposizione. La visita, però, non è riuscita a calmare le acque tra Stati Uniti e l’ex Birmania.
L’obiettivo era cercare di fare il punto sulla situazione, ancora più complicata dopo che l’ex partito di Aung San Suu Kyi non è stato ammesso alle prossime elezioni ed è stato sciolto.
Kurt Campbell ha emesso un duro comunicato, subito dopo l’incontro, in cui ha chiesto al regime “passi immediati” verso le elezioni. Sarebbero le prime dopo vent’anni, quando cioè il partito di Aung San Suu Kyi non riuscì ad andare al governo nonostante la schiacciante vittoria, perché i militari presero il potere.
La leader democratica e premio Nobel per la pace, dopo molti anni trascorsi in carcere è ora ancora agli arresti domiciliari perché accusata di aver fatto entrare nella sua abitazione, un anno fa, un turista americano, proprio a pochi giorni dallo scadere dei domiciliari a suo carico. Ma per la visita di Campbell è stata concessa una deroga, così la Suu Kyi ha preso parte all’incontro e dopo ha potuto parlare per circa un’ora e mezza con Campbell in una residenza di Yangon dove è stata condotta dalla sua abitazione.
La presenza della Suu Kyi non era per nulla scontata visto che non prenderà nemmeno parte alle prossime elezioni. La giunta militare ora al potere ha, infatti, promulgato una legge che prevede l’esclusione delle liste delle persone condannate. La Lega nazionale per la democrazia (Lnd) doveva quindi espellere la Suu Kyi per partecipare al voto, ma il partito non ha voluto farlo. Un gesto di protesta contro le nuove restrittive leggi che, alla fine, ha ottenuto proprio quello che il regime sperava: nessuna iscrizione alle liste per le elezioni e soprattutto la fine per il partito.
Eppure nello stesso momento in cui un responsabile governativo annunciava “Lnd non è più un partito politico registrato”,  alcuni membri hanno deciso di creare un nuovo gruppo. L’obiettivo del movimento è di lavorare per la promessa fatta al popolo birmano nel 1990, di istituire un Paese democratico.  Khin Maung Swe, ex membro del comitato centrale dell’Lnd ha dichiarato alla France Press che il nuovo partito è ormai pronto, “dobbiamo attendere la risposta degli ex membri della Lnd negli altri stati del Paese ma auspico che riusciremo a registrarci questo mese”.
A questo punto il partito proverà, molto probabilmente, a partecipare alle prossime elezioni. Ma dovrà fare a meno di Aung San Suu Kyi, che, ormai stanca, ha già fatto sapere di “non sognarsi neanche di partecipare alle elezioni”.
Dopo aver difeso strenuamente il suo partito e il suo popolo, la leader birmana è ormai stanca e aspetta solo il mese di novembre quando, finalmente, dovrebbe riacquistare la libertà.

Marianna Lepore


Ordina libri, cd, dvd su Ibs e sostieni il sito


Leave a Reply

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>