Se il pregiudizio batte la ragione

gay marriageLa corte suprema dello stato della California ha deciso sulla costituzionalità della “proposta 8” il referendum che ha reso illegale il matrimonio gay. Tutto era iniziato su iniziativa del comune di San Francisco nel 2004, che aveva riconosciuto le unioni, ma i matrimoni erano stati invalidati da alcune corti dello stato. La corte suprema californiana però aveva stabilito nel maggio del 2008 che la Costituzione della California prevedeva il diritto a sposarsi, anche per le coppie dello stesso sesso. 

Reazionari religiosi di vario genere hanno allora hanno pensato bene di cambiare la costituzione e hanno promosso il referendum che a novembre 2008 ha emendato la costituzione per permettere solo alle coppie eterosessuali di sposarsi. 
Nel frattempo però circa 18.000 coppie gay e lesbiche si erano già sposate. Purtroppo per gli omosessuali e per chi crede nel diritto alla libertà e all’uguaglianza dei cittadini del mondo l’emendamento è stato dichiarato costituzionale e resterà, anche se la corte ha comunque considerato validi tutti i matrimoni che sono già avvenuti. 
A chi crede nella libertà, intendendo quelli che ci credono veramente e non quelli che ne usano solo il nome, potrebbe sembrare assurdo che certa gente scelga di mobilitarsi, promuovere e votare un referendum per una cosa che non li riguarda affatto, ma solo per impedire ad altre persone di sposarsi se lo desiderano. Ancora più assurdo giustificare tutto questo con la difesa della famiglia, come se l’esistenza del matrimonio di altri avesse qualche tipo di effetto negativo sul proprio. E’ purtroppo un caso che mostra come in democrazia la volontà della maggioranza, se basata su pregiudizi insensati, può essere utilizzata per limitare i diritti di una minoranza, anche se essi non avrebbero alcuna influenza sulla vita della maggioranza. L’unico antidoto contro simili avvenimenti dovrebbe essere l’inviolabilità dei diritti umani nelle costituzioni, ma nel caso specifico il referendum ha cambiato la stessa costituzione, ribaltando una decisione della stessa corte costituzionale. Che avrebbe dovuto invalidarlo, ma non ha avuto il coraggio di farlo. Se le costituzioni non bastano a proteggere i diritti delle minoranze contro i pregiudizi l’alternativa è una corretta informazione, che probabilmente è mancata. Eppure limitare i diritti civili di una minoranza solo perchè il suo modo di vivere “non piace” a parte della popolazione può aprire la strada a qualsiasi genere di oppressione, persecuzione e dittatura. 
Ma il pregiudizio non ha la minima base razionale, è soltanto odio basato sull’ignoranza. 

Francesco Defferrari 

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