Malesia: ragazzi gay in centri di rieducazione

seminariopergayMalesiaSono ancora troppi i Paesi in cui, nel 2011, essere gay significa rischiare la carcerazione. Ora, però, in Malesia hanno pensato di risolvere quello che a loro giudizio è un vero e proprio reato con dei centri di addestramento correttivo. Così sessantasei ragazzi tra i 13 e 17 anni hanno iniziato a seguire per quattro giorni delle sedute di assistenza psicologica per essere aiutati a cambiare il proprio orientamento sessuale.

La BBC parla di una sorta di seminario a base di religione e educazione fisica pensato appositamente per riportare “i ragazzi ad un appropriato stile di vita”.
Quindi oltre alle ore dedicate alla fede, i ragazzi parteciperanno a simulazioni di combattimento e a lunghe ore di marcia o trekking nella giungla. La notizia ha fatto velocemente il giro del mondo, con duri interventi da parte degli attivisti per i diritti umani che hanno ricordato come una simile iniziativa non faccia altro che promuovere l’omofobia in questa nazione a maggioranza musulmana, e sia in contrasto con le leggi che proteggono l’infanzia.
Il direttore dell’istituto correttivo, Razali Daud, una volta alzato il polverone ha risposto alle polemiche specificando che i 66 ragazzi prescelti (che a suo avviso sarebbero i casi “più gravi”) erano stati invitati al raduno ma nessuno li avrebbe obbligati a prenderne parte. E ha aggiunto che nonostante in Malesia esistano omosessuali e transessuali, le autorità vogliono diminuire drasticamente il loro numero. Evidentemente la legge che punisce i rapporti omosessuali con il carcere fino a 20 anni non ha avuto gli effetti sperati dal governo, tanto da decidere di puntare sulla “rieducazione”.
Ma il Ministro delle Donne, Shahrizat Abdul Jalil, ha chiesto immediatamente la chiusura del centro, sostenendo che selezionare i ragazzini in base ai loro modi femminei, o presunti tali, non è solo dannoso per la loro salute mentale, ma rappresenta un vero e proprio trauma. E viola anche il Child Act che protegge i bambini da qualsiasi tipo di pregiudizio. Anche Pang Khee Teik, attivista per i diritti sessuali e cofondatore di Seksualiti Merdeka, è contrario a questa iniziativa: “Tutto ciò che gli studenti impareranno da questi campi è che le persone si aspettano da loro determinati comportamenti. E per evitare ulteriori situazioni ridicole, impareranno a fingere meglio. Alla fine, quindi, gli stiamo solo insegnando come essere ipocriti”.
Questo centro di “rieducazione” è solo l’ultima mossa di un governo che vorrebbe in tutti i modi eliminare l’omosessualità dal Paese. Non c’è solo la legge che punisce gli omosessuali con il carcere, ma negli ultimi anni ci sono stati tutta una serie di provvedimenti per alzare sempre di più il livello di discriminazione verso le coppie gay. Recentemente è stata colpita anche la canzone di Lady Gaga, “Born This Way”, scomparsa dalle emittenti radiofoniche perché considerato un nuovo inno per gli omosessuali. Mentre l’anno scorso il comitato per la censura malese era riuscito a trovare una soluzione assurda per continuare a realizzare film o sceneggiati televisivi in cui si affrontassero tematiche omosessuali. L’importante è che il protagonista gay sia obbligato a diventare eterosessuale entro la fine del film.

Marianna Lepore

 
Ordina libri, cd, dvd su Ibs e sostieni il sito 

    

Leave a Reply

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>