Londra in attesa di un premier

davidcameronNessuna vittoria schiacciante per David Cameron, nessun exploit per i liberal con Nick Clegg e nessuna sicurezza di riuscire a formare un governo con l’alleanza tra i due: oggi la Gran Bretagna doveva annunciare la vittoria del nuovo primo ministro e invece si trova a dover contare i seggi e forse addirittura a ritrovarsi uno sconfitto Brown ancora a Downing Street.
Il Partito conservatore britannico ha vinto le elezioni, segno che gli inglesi sono stanchi della politica e delle gaffe di Gordon Brown, ma non è riuscito a portarsi a casa la maggioranza assoluta. Così Cameron potrà formare un nuovo governo solo se riuscirà a concludere accordi con il partito di Clegg o con le formazioni unioniste dell’Ulster.
David Cameron ha deciso di avviare subito i negoziati verso i liberal democratici dichiarando alla stampa che “Non solo è importante avere un governo forte e stabile, ma anche averlo in fretta”.
Così ha offerto ai Liberaldemocratici un accordo “ampio, aperto e globale” pur di riuscire a concludere in tempi brevi l’intesa. Cameron è consapevole che la situazione economica mondiale non è delle migliori e che ogni ora persa nel cercare di formare un nuovo governo può essere rischiosa. La Gran Bretagna, infatti, ha bisogno di affrontare urgentemente il suo deficit da record e rassicurare i mercati finanziari.
L’ex premier Gordon Brown però non sembra intenzionato a mettersi da parte. Il primo ministro uscente ha spiegato davanti a Downing Street di sentire il dovere costituzionale di tentare di risolvere la crisi creata dal Parlamento bloccato.
Un dovere che Brown sente semplicemente perché con la situazione che si è creata i due partiti di minoranza (Laburisti e Lib-Dem) sono in qualche modo obbligati a parlarsi, come ha detto anche il ministro degli Esteri Ed Miliband. Eppure sembra difficile che riescano a trovare un punto di incontro.
In questo scenario di Hung Parliament, ovvero parlamento appeso, che in Gran Bretagna non si verificava dal 1974, l’unica certezza è che bisogna fare presto, come ha detto lo stesso Cameron. Vista la crisi economica mondiale, visti i gravi problemi finanziari che anche l’Unione Europea sta affrontando e considerato che (anche se non se ne parla molto) le truppe britanniche sono impegnate su un fronte di guerra non si può perdere tempo in chiacchiere.
A creare nuovi problemi ora potrebbero essere quei candidati sconfitti con un stretto margine di voti: molti elettori, infatti, ieri sono stati in fila davanti ai seggi per ore ma non sono riusciti a votare prima della chiusura e adesso i candidati sconfitti per pochi voti potrebbero decidere di far ricorso e rallentare l’intero sistema dell’elezioni.
Così il giorno in cui si dovevano sentire i discorsi del vincitore e le frasi di rito degli sconfitti, il giorno in cui la Gran Bretagna poteva decidere di cambiare la sua politica, è ancora tutto in gioco.

Marianna Lepore


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