L’ex amico Gheddafi

Quando la rivolta libica è iniziata sembrava che potesse trionfare in poco tempo come è accaduto in Tunisia e in Egitto. La principale differenza però é stata la violenza feroce con cui ha reagito fin da subito il regime di Gheddafi, arrivando a sganciare bombe sui propri cittadini in protesta. Pochi dittatori nella storia sono arrivati a tanto, uno di questi è stato Saddam Hussein dopo la prima guerra del Golfo. Ma nonostante la reazione del regime molte città libiche sono cadute in mano ai ribelli e per diversi giorni sembrava che la rivolta avrebbe avuto successo. Con il passare del tempo però le truppe leali a Gheddafi hanno ricominciato a guadagnare terreno, fino a riacquistare il controllo quasi completo del paese.

E così l’Onu ha stabilito la “no fly zone” sulla Libia e diverse nazioni, Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna e poi anche Canada, Spagna e Italia, hanno iniziato l’intervento militare quando il governo libico ha violato la risoluzione. Sarebbe bello pensare che i diritti umani siano stati la prima preoccupazione delle nazioni che stanno attaccando la Libia, ma più realisticamente l’Occidente non ha apprezzato affatto le ultime minacce di Gheddafi. Quando di fronte alle violenze del suo regime l’intera comunità internazionale lo ha condannato, il dittatore infatti ha cominciato a giurare vendetta, minacciando di tagliare i rifornimenti petroliferi e spalancare le porte all’immigrazione, fino ad arrivare al punto di promettere attentati terroristici contro l’Europa.
Gheddafi è stato per anni un finanziatore del terrorismo, attacchi compiuti in nome della causa araba che hanno ucciso tanti innocenti, come a Lockerbie e in diversi altri attentati, compiuti prima e dopo il bombardamento che gli Stati Uniti decisero nel 1986, senza riuscire a uccidere il dittatore. Ma negli oltre 40 anni in cui è rimasto al potere Gheddafi ha goduto comunque di molte amicizie in occidente: il governo italiano di Craxi lo avrebbe avvertito del bombardamento americano permettendogli di salvarsi, e una delle ipotesi per spiegare la strage di Ustica sarebbe un altro attentato fallito contro di lui.
Gheddafi insomma è passato negli anni da nemico dell’Occidente a ex nemico ad ex amico secondo la convenienza politica del momento. Ora la soluzione migliore che ci si può augurare è che alla fine il governo di Gheddafi cada e il dittatore sia costretto a lasciare il paese. Se restasse al potere è molto difficile che possano venirne conseguenze positive per la Libia e per il resto del mondo. Certamente se i paesi occidentali avessero seguito una politica coerente nei confronti del dittatore, invece che vendergli armi, promuovere affari e accoglierlo con tutti gli onori, la Libia avrebbe potuto diventare una democrazia già da qualche tempo. Per anni e anni Gheddafi ha soffocato qualsiasi dissenso e imprigionato gli oppositori, ma soltanto quando è arrivato al massacro su larga scala (e minacciato il commercio del petrolio) il mondo si è deciso a intervenire contro di lui. 

Francesco Defferrari

 
Ordina libri, cd, dvd su Ibs e sostieni il sito 

     

Leave a Reply

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>