Iran, popolo in protesta

scontriTeheranpostelezioni150609A due giorni dai risultati delle elezioni in Iran, il popolo è tornato a manifestare e a subire la violenza della polizia. La vittoria del leader conservatore Ahmadinejad aveva subito fatto urlare ai brogli elettorali. Il leader moderato Mousavi aveva richiamato alla calma ed era stato ricevuto dalla Guida suprema iraniana, Khamenei.

 
Le forze di sicurezza, nel frattempo, osservano la manifestazione senza intervenire e, secondo un testimone citato dalla Reuter, i sostenitori del leader conservatore, a bordo di motociclette e armati di bastoni, si stanno scontrando a Teheran con dimostranti scesi in piazza a sostegno dell’ex candidato moderato.
Non tutte le speranze, però, sono perse perché Khamenei ha detto di aver dato personalmente istruzioni al Consiglio dei Guardiani perché controllino con precisione il reclamo fatto dal leader moderato.
Ma la folla continua a protestare e, con loro, ci sono anche i due ex candidati Mousavi e Karrubiche che assistono a bordo di un fuoristrada.
Per la prima volta è arrivato un commento al risultato elettorale anche dall’ex presidente riformatore Mohammad Khatami: “E’ diritto del popolo chiedere che venga salvaguardato il suo voto. Affrontare la gente con la violenza è contrario ai principi della rivoluzione”  sono state le sue parole, come ha scritto il sito Tabnak.
Il presidente Ahmadinejad deve essersi accorto che non era un buon momento per andare negli Urali dove doveva partecipare in qualità di osservatore al vertice del Gruppo di Shangai e incontrare il presidente russo Medvedev. Così è rimasto nella città e questo sarebbe un nuovo indizio di quanto sia alta la tensione.
Nel frattempo la censura si è abbattuta nuovamente sui mezzi d’informazione. Il giornale di Mousavi, Kalameh Sabz, è stato messo al bando e da domenica è vietato l’accesso a YouTube che aveva messo in rete immagini dei disordini riprese con i cellulari.
La censura dunque continua e prende di mira soprattutto la stampa straniera. Una troupe della tv pubblica spagnola Tve è stata costretta a lasciare il Paese perché aveva ripreso le manifestazioni di protesta. Ma non sono gli unici giornalisti stranieri ad aver subito la censura del potere iraniano. Due giornalisti della televisione pubblica olandese sono stati arrestati ieri perché filmavano gli scontri, e oggi sono stati rilasciati, mentre sempre ieri due belgi sono stati fermati per un’ora per lo stesso motivo.
Amnesty International ha chiesto alle autorità iraniane di aprire un’inchiesta sul comportamento della polizia durante le manifestazioni. Al momento l’America sembra in una fase di controllo della situazione: il vicepresidente degli Stati Uniti Joe Biden ha detto che ci potrebbero essere degli errori nel risultato ma che gli Stati Uniti continueranno a far pressione sul governo iraniano.
E nonostante il popolo manifesti, nonostante la repressione e la violenza, nonostante gli spari sui manifestanti ci sono anche Paesi che non considerano nemmeno i tanti morti di questa dittatura: Hugo Chavez si è congratulato con il vincitore e alcuni governi Arabi, la Syria e il Qatar, hanno dato il benvenuto alla rielezione di Ahmadinejad.
 
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Marianna Lepore

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