La situazione in Iran

La prigione di Evin, dove spesso sono stati portati i detenuti politici

Le accuse pubbliche di uno dei leader dell’opposizione iraniana, Karroubi, sulle torture e gli stupri avvenuti nelle prigioni del regime mettono sempre più in difficoltà il governo iraniano. Le testimonianze apparse su decine di siti e media iraniani e internazionali dipingono uno scenario da Abu Ghraib che distrugge completamente la pretesa del regime di essere il vero difensore della morale e della giustizia.

I conservatori infatti hanno reagito chiedendo processi e punizioni contro i leader dell’opposizione, ma ormai persino la legittimità dell’ayatollah Khamenei viene messa in discussione nel paese. Intanto il governo iraniano alterna come al solito la repressione interna con qualche concessione alla politica internazionale. Una studentessa iraniano-americana di 29 anni che era stata arrestata per un mese lo scorso ottobre e poi trattenuta nel paese ha potuto finalmente lasciare l’Iran. La colpa della ragazza era stata quella di aver intervistato diversi attivisti per la sua tesi sui diritti delle donne in Iran. Sembra imminente anche il rilascio di Clotilde Reiss, la studentessa francese arrestata con l’accusa di spionaggio perché ha inviato ad amici iraniani alcune foto delle proteste. La ragazza ha potuto incontrare l’ambasciatore francese, e la Francia ha accettato anche di pagare la sua cauzione perché sia liberata. Anche la famiglia della studentessa iraniano-americana aveva dovuto pagare un’ingente cauzione per farla uscire di prigione. D’altra parte se il regime non si fa problemi a commettere stupri e torture, cosa volete che sia l’estorsione. Ancora nessuna notizia invece per i tre americani arrestati al confine con il Kurdistan iracheno dopo aver sconfinato per sbaglio in Iran, ora accusati di essere agenti della Cia. Imminente il processo contro sette importanti esponenti iraniani della fede Bahai, una religione umanitaria e pacifista nata proprio in Iran nel 1800 e diffusa in tutto il mondo, ma dichiarata eretica dal regime degli ayatollah. Nonostante la sistematica persecuzione i fedeli Bahai in Iran sarebbero più di 300.000. I sette sono accusati di insulti alla religione e spionaggio in favore di Israele. Lo spionaggio in Iran è l’accusa standard contro tutti gli oppositori. I processi di massa intanto continuano e qualcuno in prigione lo spionaggio lo ha anche confessato. Sotto tortura. Ma gli avvocati difensori, quando ci sono, non possono nemmeno mettere in dubbio la validità di queste “confessioni”. 
E purtroppo tutte le torture e gli abusi, gli arresti ingiustificati e la persecuzione delle minoranze che solo ora sono arrivate all’attenzione di tutto il mondo in Iran vanno avanti da anni e se ne parla solo quando ci sono casi particolarmente controversi come l’esecuzione della pittrice Delara Darabi o l’arresto e la liberazione della giornalista iraniano-americana Roxana Saberi
Il governo iraniano ha anche risposto all’avvertimento di Israele, che ha detto che non avrebbe mai tollerato un Iran nucleare, proponendo un bando internazionale contro il bombardamento di impianti nucleari. E’ vero che tecnicamente l’Iran avrebbe il diritto di sviluppare tecnologia nucleare civile come ogni paese del mondo, ma alla fine tutti sanno che si tratta di una grande ipocrisia. Il nucleare civile e quello militare non sono realmente due settori separati, quello civile è utilissimo per abbattere i costi militari e le scorie si possono riutilizzare negli armamenti, ed è questo il vero motivo per cui molte nazioni europee hanno costruito centrali nucleari. Quindi il motivo per cui non vogliono che l’Iran lo faccia è perché loro sanno benissimo che per passare dal civile al militare non ci vuole molto. Il Pakistan e l’India sono entrambi potenze nucleari, ma si tengono d’occhio l’uno con l’altra. Un Iran nucleare potrebbe tenere d’occhio Israele, sottraendogli per sempre la sua schiacciante superiorità militare sul mondo islamico, una garanzia che lo stato ebraico considera irrinunciabile. Non permetteranno mai che l’Iran diventi una potenza nucleare e se saranno necessari bombardamenti a tappeto per impedirlo, li faranno. 
Questo non è molto giusto nè sarebbe un bene per gli iraniani, ma anche pensare a tiranni fanatici e sanguinari come Ahmadinejad e Khamenei dotati di bomba atomica non è per nulla rassicurante. Il loro comportamento negli ultimi mesi ha dimostrato a tutto il mondo che non sono affatto i magnanimi governanti che amano il loro popolo e sfidano l’imperialismo americano e sionista, come vorrebbero far credere. Sono solo tiranni pericolosi e permettergli di mettere le mani sulla bomba atomica è oggettivamente inaccettabile

Francesco Defferrari

 
 

    

 

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