L’Iran sotto processo

Processo in Iran

Il governo iraniano di Ahmadinejad e Khamenei, dopo aver picchiato e ucciso gli oppositori nelle strade e averli torturati in prigione, ora li sta processando. Un processo modello inquisizione medievale in cui gli imputati “confessano” di essere manovrati dai nemici del paese e dai nemici di Dio dopo essere stati “convinti” in carcere con metodi che si possono facilmente immaginare e che lo stesso regime, in alcuni casi, ha ammesso

Lo scopo finale di questa farsa è colpire in blocco l’opposizione al regime conservatore, soprattutto l’ex presidente Khatami, i candidati “sconfitti” dai brogli elettorali Moussavi e Karroubi e chiunque si opponga alla deriva fanatica del governo in carica, che mira a eliminare ogni voce di dissenso e finirà per arrivare allo scontro diretto con il mondo occidentale sulla questione del nucleare.
Metà dell’Iran che processa l’altra metà, nell’illusione assurda di poterla distruggere e di poter conservare in eterno il proprio potere. La strategia può anche a funzionare a breve termine, visto che in Iran l’informazione libera ha pochissimo spazio e tutti i giornalisti e i blogger indipendenti sono stati gettati in carcere per metterli a tacere. Ma a medio e lungo termine Ahmadinejad e Khamenei non avranno vita facile, sia perché non sono riusciti a chiudere tutti i blog che raccontano quello che accade davvero in Iran, e sia semplicemente perché l’opposizione non è una frangia minoritaria al soldo delle potenze straniere come loro vorrebbero far credere alla maggioranza degli iraniani.
Le proteste hanno dimostrato che ci sono moltissimi iraniani che non ce la fanno più a vivere nel medioevo, che vorrebbero un paese più moderno e laico. L’Iran non è un paese del “terzo mondo”, dove una dittatura può sostenersi a tempo indeterminato semplicemente perché la popolazione è troppo povera e ignorante per opporsi. Anche se nel paese ci sono drammatiche sacche di povertà, ovviamente nascoste dal regime che pretende di occuparsi del popolo, il Pil pro capite dell’Iran è pari a quello di paesi come il Brasile e il Sudafrica, e si tratta quindi di una nazione che si avvicina a livelli di sviluppo paragonabili a quelli dell’occidente.
Questo significa computer in tante case, la capacità di vedere come funziona il mondo al di fuori del proprio paese, una grossa parte della popolazione che è colta e informata, nonostante la censura del regime. Che ora cerca di mettere sotto processo metà del paese e le sue legittime aspirazioni, ma che proprio con questo tipo di azioni finisce per apparire sia all’interno che all’estero sempre più debole e disperato.  

Francesco Defferrari

 


Ordina libri, cd, dvd su Ibs e sostieni il sito

Leave a Reply

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>