Iran, arrestato il regista Panahi

JafarPanahiarrestatoIl regista iraniano Jafar Panahi è stato arrestato ieri sera insieme alla moglie e alla figlia quindicenne nella sua casa a Teheran. Le forze di polizia non hanno risparmiato nessuno dei suoi 15 ospiti, tutti finiti in carcere. Tra questi, secondo siti dell’opposizione, c’era anche Mohammad Rasoulof, il regista che lo scorso luglio aveva partecipato al Film festival Senza Frontiere, a Roma, con il film Head Wind, dedicato alla censura.

La Repubblica islamica decide quindi di rispondere nuovamente con la forza a chi cerca di trasmettere all’esterno immagini non stereotipate sull’Iran. Il regista iraniano è stato arrestato, secondo quanto riferiscono alcune fonti, perché stava realizzando un documentario sulle proteste seguite alle ultime elezioni e non aveva ricevuto il permesso per girare quelle immagini a Teheran.
Panahi è conosciuto all’estero per due film di denuncia sul suo paese: Il Cerchio e Oro rosso ed è stato sequestrato dopo aver richiesto alle autorità un visto di uscita per partecipare, il mese prossimo, a una conferenza sul cinema iraniano a Berlino.
Il regime non si è limitato a negare il visto, come ha fatto molte volte in passato, ma ha deciso di arrestarlo insieme a tutti gli ospiti che erano nella sua casa, confiscando molto materiale tra cui il suo computer personale. Probabilmente perché, come riferisce Radio Free Europe, Panahi viene ritenuto dalle autorità di Teheran un sostenitore dell’opposizione locale.
I servizi di sicurezza iraniani non hanno ancora voluto confermare ufficialmente il sequestro, ma la denuncia è arrivata dal figlio, Panah, che ha lanciato l’allarme sul sito web dell’opposizione “Rahesabz”.
Panahi è stato una delle voci più critiche di Ahmadinejad e ha potuto dar voce ai suoi pensieri grazie ai suoi film. Uno di questi, Offside gli ha fatto vincere l’Orso d’argento al Festival di Berlino nel 2006. Ed era decisamente controcorrente visto che raccontava la storia di ragazze iraniane che si travestono da maschi per poter andare a vedere una partita della nazionale di calcio per la qualificazione ai mondiali.
E sempre di donne parlava Lo specchio, film girato nel 1997, che raccontava la difficile condizione femminile in una società dominata dalla morale islamica. Così come Il Cerchio, del 2000, film corale sulla storia di otto donne incarcerate nell’Iran contemporaneo, poi premiato a Venezia con il Leone d’oro.
Panahi era già stato arrestato, sempre insieme alla moglie e alla figlia, il 30 luglio dell’anno scorso mentre stavano partecipando a una commemorazione in onore di Neda Aqa-Soltan, la giovane uccisa durante le manifestazioni contro i risultati delle elezioni di giugno. In quel caso, però, poche ore dopo erano stati tutti rilasciati. Ma al regista era stato proibito di essere presente sia al festival cinematografico di Mumbai, in ottobre, che a quello di Berlino, il mese scorso.
Il sequestro di ieri dimostra che la situazione in Iran è tutt’altro che calma. E a farne le spese sono spesso proprio i mezzi di informazione. Proprio ieri le autorità, secondo quanto riferisce l’agenzia d’informazione Fars, hanno revocato la licenza di pubblicare al quotidiano di Teheran, Etemad-e Melli, e ai settimanali Iran Dokht e Sina, tutti giornali vicini alle posizioni del leader riformista Mehdi Karroubi.

Marianna Lepore

 
Ordina libri, cd, dvd su Ibs e sostieni il sito

    

Leave a Reply

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>