Iran, l’onda verde torna in piazza

IranianstudentsEra un anniversario importante, oggi, per l’Iran: il 31mo dalla rivoluzione khomeinista. Un giorno di festeggiamenti in cui leader indiscusso è stato Mahmud Ahmadinejad. Il presidente iraniano ha approfittato dell’occasione per comunicare che la produzione del primo pacchetto di uranio arricchito al 20% è stata completata nell’impianto di Natanz. Il protagonista della giornata, malgrado tutto però, non è stato lui, ma i giovani e la rete di internet.

Mentre le fonti ufficiali diffondevano i proclami di Ahmadinejad, i giovani iraniani comunicavano con il resto del mondo attraverso Twitter. Solo da lì sono arrivate le vere notizie di questa giornata, le immagini di una folla che non osanna solamente il presidente ma che protesta per riavere la libertà.
Nel frattempo Ahmadinejad annunciava che il suo paese può arrivare ad arricchire l’uranio anche oltre il 20%, ma non lo farà perché non vuole dotarsi di bombe atomiche. E se anche cambiasse idea, il suo Paese è “così coraggioso” che lo “annuncerebbe in anticipo”.
Il popolo iraniano, però, è veramente coraggioso e oggi ha trovato la forza per scendere nelle strade e protestare. Non lo faceva dal 27 dicembre, quando in occasione delle celebrazioni per la festa sciita dell’Ashura, otto manifestanti furono uccisi e un altro migliaio arrestati.
L’Onda verde dei contestatori è scesa in piazza armata dei cellulari di ultima generazione, filmando quello che la stampa (relegata in un angolo della piazza ben lontana dalla folla) non ha potuto raccontare.
Non ci sono state parole dolci per i nemici, oggi. Ahmadinejad è tornato a scagliarsi contro gli ebrei, annunciando che “il regime sionista si sta avvicinando alla sua distruzione”. E ha avuto parole dure anche per il presidente americano, Barack Obama, verso cui all’inizio aveva mostrato apertura. Il presidente degli Stati Uniti “perde occasioni”, ha detto Ahmadinejad. Perché continua a difendere Israele, perché vorrebbe applicare sanzioni più forti all’Iran e perché non ha abbandonato totalmente la politica del suo predecessore.
Mentre Ahmadinejad leggeva il suo discorso davanti a una folla immensa, per le strade la gente protestava. La cronaca è arrivata in rete grazie a Twitter e da lì poche parole sono bastate per rimandare ad altri siti e video pubblicati in internet. Secondo i siti web dell’opposizione, l’esponente riformista Mehdi Karrubi e l’ex presidente Mohammad Khatami sono stati aggrediti dalle forze di sicurezza degli ayatollah, mentre si apprestavano a prendere parte alle celebrazioni. Le forze dell’ordine hanno sparato colpi d’arma da fuoco contro i sostenitori di Moussavi, leader del movimento di opposizione al regime. Non era difficile per il governo controllare, visto che mescolati tra la folla c’erano anche poliziotti, uomini delle Guardie rivoluzionarie e miliziani Basij. Hanno sparato, hanno colpito e hanno ucciso, come testimoniano i blog e siti internet di opposizione. La rete racconta che il regime ha bloccato le caselle di posta Gmail usate dagli oppositori, che Zahra Eshraqi, nipote dell’Ayatollah Khomeini, è stata arrestata e che la polizia ferma chiunque sembri aderire alla protesta “verde”.

Il regime iraniano voleva dimostrare, attraverso questa grande celebrazione, di riuscire a controllare il popolo. E di avere il pieno appoggio. Ma la violenza e la censura non sono riusciti a bloccare ogni forma di protesta. Così grazie anche a donne che il regime vorrebbe sempre più sottomesse e silenziose, si riescono a vedere le immagini di ciò che succede. E le parole non servono più a niente.

Marianna Lepore

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