Il buio sull’Iran

Iran

Le maglie della censura si sono strette sulla rete e la repressione per ora sembra aver vinto nelle strade. Ma è difficile sapere quello che sta accadendo davvero in Iran adesso, visto che tutta la stampa nazionale ed estera è stata messa a tacere. Il capo della polizia iraniana intanto ha rilasciato alcuni dati ufficiali che parlano di 20 morti durante le proteste e 1032 persone arrestate. Nessun poliziotto ucciso, ma 500 sarebbero rimasti feriti. Il numero dei feriti tra i manifestanti invece stranamente non è stato comunicato. 

Il capo della polizia sostiene che la maggior parte degli arrestati sarebbero già stati rilasciati, mentre quelli ancora in carcere verranno processati dai tribunali rivoluzionari. Sulla reale giustizia di questi processi ci sono molte preoccupazioni da parte delle organizzazioni che difendono i diritti umani, e oggi il Jerusalem Post riferisce anche che secondo alcune fonti interne al paese 6 sostenitori di Mousavi sarebbero già stati impiccati, anche se mancano conferme della notizia. Mousavi invita la gente a non arrendersi, mentre il governo sostiene che il conteggio parziale è stato ultimato e le elezioni erano regolari. Ma anche se fosse vero è difficile che abbiano una buona spiegazione per la repressione feroce attuata contro pacifici manifestanti e per la morte di almeno 20 persone. 
Sui social network intanto rimbalzano inviti ad altre proteste e a uno sciopero generale contro il governo. In rete si invita anche al boicottaggio di Nokia e Siemens che avrebbero fornito al governo iraniano i mezzi per intercettare le conversazioni telefoniche e quindi per arrestare molti partecipanti alle proteste. Le due aziende si difendono dicendo che la tecnologia che hanno venduto è la stessa che viene usata nei paesi occidentali e non ha niente a che fare con la censura di internet. E in effetti scegliere le due compagnie telefoniche tra le tantissime aziende europee che commerciano allegramente con l’Iran degli Ayatollah vendendogli di tutto sembra un pò assurdo, visto che la stessa Unione Europea è davvero molto buona con il governo iraniano e non vede l’ora di fargli i complimenti per come hanno risolto pacificamente il problema. Basta che ammazzino gli oppositori di nascosto e gli stati europei, forse con l’eccezione della Gran Bretagna, torneranno amici del regime come prima. 
Riporre speranze nei governi occidentali perché si battano seriamente in difesa dei diritti umani d’altra parte è pura ingenuità. Il popolo del web invece sta facendo qualcosa per l’Iran, perlomeno cerca di mantenere alta l’attenzione su quello che accade nel paese e ci sono molte iniziative in corso per aiutare gli iraniani a comunicare, nonostante la censura. L’interesse del regime ovviamente è quello di far cadere il silenzio e il buio sulle proteste e continuare tutto come prima e peggio di prima e sono tanti altri i governi nel mondo a cui piacerebbe molto mettere a tacere la rete. Bisogna dimostrargli che non ci riusciranno mai.  

Francesco Defferrari

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