L’allarmismo della peste

maiale

Mentre i giornali e i tg sparano titoloni sulla nuova influenza suina, tutti i medici e gli epidemiologi intervistati in merito tentano invano di gettare acqua sul fuoco precisando che il virus non è particolarmente aggressivo e negli Stati Uniti la stragrande maggioranza delle persone che si sono ammalate sono guarite normalmente. 

Non siamo più nel medioevo e nemmeno nel 1918, quando l’influenza spagnola fece milioni di morti in tutto il mondo. L’Organizzazione Mondiale della Sanità e il livello delle cure mediche in molti paesi del mondo sono in grado di prevenire scenari apocalittici. Viene quindi il sospetto che questi allarmismi da influenza servano più che altro a vendere i giornali e ad aumentare l’audience dei telegiornali. Le influenze si diffondono facilmente e rapidamente perché il mondo è globalizzato, ma le malattie alla fine si diffondevano anche nei secoli passati, mettendoci mesi invece di giorni. 
In realtà l’influenza “normale” uccide solo in Italia migliaia di persone ogni anno: in grande maggioranza anziani, ma non solo. In realtà l’influenza aviaria non è affatto scomparsa, pochi giorni fa ha ucciso un bambino in Egitto, a due passi da noi, ma nessuno ci fa più caso perché giornali e tv hanno smesso di occuparsene. In realtà che queste influenze abbiano fatto decine di morti nei paesi in via di sviluppo non significa nulla, in molti paesi del mondo muoiono ogni anno milioni di persone per malattie ormai scomparse da noi come la tubercolosi, la malaria, la peste. Insomma, in genere non ce ne può fregare di meno delle malattie nei paesi poveri, interessano solo quando abbiamo paura che possano raggiungerci. 
Tra l’altro i maiali c’entrano ben poco, visto che il virus è un misto di influenza aviaria, umana e suina ma non è ancora stato individuato in nessun maiale, tanto che l’Oie, l’organizzazione mondiale per la sanità animale, precisa che è sbagliato chiamarla influenza suina. 
Semmai la diffusione di queste influenze da animale a uomo è legato al consumo industriale di carne. Migliaia di animali stipati come sardine in condizioni igieniche precarie, in migliaia di allevamenti in tutto il mondo, con migliaia di persone che ci lavorano. Iniziare a trattare meglio gli animali da allevamento o consumare meno carne sarebbe un ottimo passo per scongiurare future pandemie, ma nessuno farà niente del genere perché la pandemia non esiste. A parte per i maiali, che saranno abbattuti a migliaia senza ragione, ma tanto quella è la fine che avrebbero fatto comunque. L’Egitto ad esempio ha deciso di eliminare tutti i maiali del paese. Un provvedimento contestato dall’Onu perché finora il virus, anche se deriva in parte dall’influenza dei maiali, non è ancora stato individuato in questi animali. Viene il sospetto che sia solo una scusa per colpire la minoranza cristiana del paese, che consuma carne di maiale, proibita dai precetti islamici seguiti dalla maggioranza della popolazione. 
Se una simile attenzione dei media fosse dedicata a cause più degne, come la povertà nel mondo, le guerre, gli incidenti sul lavoro, gli omicidi di mafia, tutti quanti drammi che fanno ogni anno molti più morti di quanti ne abbia fatti dal 2003 l’influenze aviaria, forse si inizierebbe a fare seriamente qualcosa per evitarli. Ma l’informazione globale ovviamente preferisce giocare con l’atavica paura della peste piuttosto che porsi domande scomode. 

Francesco Defferrari

Leave a Reply

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>