Telefonia: l’educazione corre sul filo

regolecomportamentotelefonoIndia230609E’ capitato a tutti, almeno una volta nella vita: sentire cellulari dalle suonerie più improbabili e riscoprirsi a cantarle per un pomeriggio; sorbirsi una metà di un bel litigio di coppia, nonostante l’ipod a palla nelle orecchie; scoprire che il proprio compagno di viaggio in treno è nella fase di sperimentazione del suo cellulare e analizza tutte le 120 suonerie disponibili; vedere qualcuno che cammina freneticamente avanti e indietro urlando “mi senti? e ora?”

Se in queste quattro fasi avete avuto il solo impulso di uccidere il molestatore del cellulare allora forse c’è una via d’uscita: potete emigrare in India.
Ebbene sì, richiedere un po’ di educazione dalle nostre parti è piuttosto difficile e a nulla servono nemmeno le regole base del vivere civile, ma visto che una normativa in materia risulterebbe difficile (in un paese come il nostro dove si può corrompere e rimanere liberi è impensabile una legge sul comportamento telefonico) si finisce per accettare qualsiasi cosa. In India invece no.
Il Ministero delle Telecomunicazioni indiano ha diffuso una direttiva con cui obbliga i produttori di cellulari e le compagnie telefoniche ad educare i propri clienti ad un uso responsabile dei dispositivi.
L’intenzione è quella di far capire che si parla al telefono, ma non si è tra le quattro mura domestiche, intorno ci sono orecchie indiscrete a cui potrebbe anche non interessare quello che state dicendo.

Così queste norme che nessuno di noi osserva, in India ora dovranno essere distribuite per legge in allegato a ogni nuovo cellulare o sim acquistata.
E non è poco per un Paese che ha il più alto tasso di crescita nell’acquisto di nuovi cellulari, con oltre 415 milioni di dispositivi mobili in circolazione di cui molti che si affacciano per la prima volta nelle utenze mobili. Un livello di «teledensità» che richiede una maggiore consapevolezza da parte dei consumatori per evitare di aggiungere altro inquinamento acustico a quello già esistente.
I consigli non tralasciano alcuna possibilità: intorno a voi c’è rumore? Andate in un posto più tranquillo; la connessione non è delle migliori? Urlare non vi aiuterà, meglio chiudere la telefonata e riprovare più tardi; non usate i cellulari per scattare foto a chi non è d’accordo e abbassate il volume delle vostre suonerie.

Per il momento le norme si fermano qui ed è possibile che in futuro il popolo indiano sarà molto più responsabile degli italiani nell’utilizzo dei cellulari. Così quando tra le mani avranno i telefoni intelligenti, tipo iPhone e Blackberry, non faranno come dalle nostre parti dove i businessman controllano le proprie email anche durante gli incontri d’affari  e lo confessano senza alcun problema. Qualcuno potrebbe osservare che si tratta di semplice mancanza di rispetto verso chi parla, ma più semplicemente si tratta di buona educazione. Tra qualche anno andremo in India a farcela spiegare un po’.

Marianna Lepore

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