Mubarak si dimette e la piazza festeggia

EgittoMubarakaddioDopo 18 giorni di proteste continue in piazza Tahir, diventata il simbolo del dissenso, il presidente egiziano Hosni Mubarak oggi ha deciso di dimettersi dal suo mandato e ha lasciato alle forze armate il compito di gestire il paese. L’annuncio delle dimissioni è stato dato dal vice-presidente Omar Souleiman, in un intervento alla televisione.

E la gioia, a questo punto, è stata incontenibile. Il popolo, che da giorni ormai chiedeva le dimissioni del vecchio leader, ha iniziato i festeggiamenti tra grida, applausi, bandiere al vento. Notizia che ha avuto anche un effetto positivo sui mercati con il Dow Jones in rialzo dello 0,16% e il Nasdaq dello 0,21%.
Il Paese è ora sotto il controllo delle forze armate che hanno già promesso nuove elezioni libere. Mentre il vecchio Mubarak, che ha provato a lungo a non lasciare il suo posto per poi passarlo al figlio, ha lasciato Il Cairo ed è arrivato, secondo alcune fonti, a Sharm el-Sheik. Da qui, secondo alcuni, potrebbe espatriare all’estero e mettersi al sicuro da eventuali attacchi del popolo egiziano.
“È il più bel giorno della mia vita, il paese è libero!” è stato il messaggio pubblicato su Twitter dal premio Nobel Mohammed El Baradei, leader dell’opposizione egiziana. Gran parte del popolo che in questi giorni era sceso in piazza sfidando il potere, condivide in pieno il messaggio di El Baradei e spera di avere dalla caduta di questo regime un vero cambiamento. Perché mentre il vecchio leader continuava ad arricchirsi, il popolo si impoveriva sempre di più. Proprio in questi giorni, infatti, mentre continuava la protesta in Piazza Tahrir, erano in corso scioperi dei lavoratori di ogni settore che ricevono stipendi da fame. Negli ultimi tempi, pur di conservare il consenso di parte della popolazione, il regime aveva deciso di aumentare del 15% il salario e la pensione dei dipendenti pubblici ovvero del suo principale bacino di consenso. Una decisione che si era rivelata un boomerang, con moltissimi cittadini, non dipendenti pubblici, che ricevono uno stipendio medio di 700 pound (meno di 100 euro) al mese, scesi in piazza per reclamare aumenti per tutti. E questo popolo, che dalla caduta di Mubarak si aspetta grandi cose, accoglierà probabilmente con gioia la notizia arrivata subito dopo la fuga dell’ex presidente egiziano che la Svizzera ha deciso di congelare ogni eventuale conto o bene dell’egiziano Hosni Mubarak nella confederazione elvetica.
In attesa delle elezioni libere promesse dai militari, un gruppo di cittadini ha presentato una denuncia contro Mubarak al Tribunale penale internazionale dell’Aja, chiedendo di avviare un’inchiesta per crimini contro l’umanità e repressione violenta della rivolta popolare in Egitto nei confronti di altri membri del governo egiziano.
Come ha commentato la tv di Stato egiziana nel dare la notizia delle dimissioni del rais egiziano, “solo la Storia potrà giudicare il nostro presidente Mohammad Hosni Mubarak”.
Nel frattempo il resto del Mondo guarda con apprensione ai possibili sviluppi politici. In particolare Israele che spera queste dimissioni non abbiano ripercussioni negative sulla pace tra i due Paesi.

Marianna Lepore

 
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