Haiti, “qui non è l’Aquila”

GuidoBertolasoÈ stato il capo incontrollato della ricostruzione a L’Aquila: Guido Bertolaso ha conquistato per mesi i microfoni di tutta Italia e ha pubblicizzato ovunque i grandi meriti della Protezione civile, capace di riportare il sereno in una regione distrutta. In Abruzzo, in realtà, c’è ancora moltissimo da fare, ma ora ci sono obiettivi più importanti per Bertolaso. La sua nuova missione è l’isola devastata di Haiti.

È lì che Bertolaso è andato per coordinare gli aiuti italiani ed è da lì che ha rilasciato un’intervista a Lucia Annunziata per la trasmissione “In mezz’ora”. Poche parole, le sue, per descrivere una situazione in cui “non funziona niente, ci sono soltanto soldati e mancano i soccorritori”. Gli americani, queste le parole che ha usato, sono straordinari però «tendono a confondere l’intervento militare con quello che deve essere un intervento di emergenza, che non può essere affidato alle forze armate. A loro manca una testa, una capacità di coordinamento che vada sopra quella che è l’organizzazione, la disciplina, le procedure militari». 
Sono stati duri gli attacchi del capo della Protezione civile che in sostanza ha detto, ‘non bastano cibo e acqua, bisogna porre le basi per la vita futura.’ Non contento va oltre e dice che gli Stati Uniti hanno offerto “aiuti encomiabili, ma manca una capacità di coordinamento e di leadership”.  In atto ci sarebbe quindi una fiera della vanità, una voglia di farsi vedere davanti alle telecamere, di sventolare bandierine quando invece bisognerebbe “prima lavorare, poi andare davanti alle telecamere e prendere le bandierine”. Strano che Bertolaso si meravigli, quando in fin dei conti a L’Aquila è successo lo stesso: le telecamere, le bandierine, gli elmetti, le foto, le dentiere e poi la ricostruzione, le case con le lenzuola. Peccato che oggi non si torni più in quella città ancora distrutta, dove la vita non è ripresa. “La situazione è patetica e tutto si sarebbe potuto gestire molto meglio”.
Le parole, si sa, sono come macigni. E questa volta, volente o nolente, Bertolaso di macigni ne ha buttati giù parecchi. Non poteva credere che quelle parole non sarebbero rimbalzate sui media americani, non sarebbero arrivati alle orecchie del Segretario di Stato. Hillary Clinton non apprezza quella frase e pur ringraziando l’Italia per il suo aiuto precisa che “qui non è L’Aquila” e ridimensiona le accuse lanciate da Bertolaso con una frase secca “Queste polemiche mi sembrano quelle che si fanno il lunedì dopo le partite di football”. Parole dette durante la conferenza stampa congiunta con il ministro degli Esteri Franco Frattini questa mattina a Washington.
Frattini da parte sua ha preso subito le distanze dalle parole di Bertolaso dicendo che “il governo non si riconosce nelle sue dichiarazioni” e comunque Bertolaso nel suo viaggio “ha fatto proposte importanti al governo di Haiti”
Il NYTimes ha definito del tutto inusuale la critica dell’Italia, un paese stretto alleato europeo degli Stati Uniti. Frase ancora più grave perché viene da una persona, Bertolaso, che ha uno stretto rapporto di fiducia con Silvio Berlusconi. 
Frattini, che il Times di Londra ha definito evidentemente imbarazzato, ha cercato di mettere una pezza dicendo che Bertolaso ha sbagliato a criticare la mancanza di coordinamento degli Stati Uniti.
In tutta questa vicenda in cui “gli esperti” (di cosa? di tragedie?) e “i politici” fanno a gara a chi ne esce peggio, l’unico commento degno di nota è quello di un inviato italiano dell’Onu che al Times ha detto, riprendendo le parole della Clinton, “Bertolaso non ha capito che Haiti non è L’Aquila”
Tempo un paio di giorni e anche lui capirà che quella non è la scena televisiva da cui uscire vincente. Meglio scappare subito.

Marianna Lepore

 
Ordina libri, cd, dvd su Ibs e sostieni il sito

    

Leave a Reply

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>