Un duro colpo per Sarkozy

SarkozyBruniLa sconfitta era nell’aria e anche per questo il presidente Nicolas Sarkozy aveva detto in un’intervista al quotidiano francese LeMonde, “Le elezioni regionali hanno conseguenze sul piano regionale”.  Oggi il quotidiano Le Figaro scrive che “Non ci sono state sorprese”.  Ma per la destra francese, che fino all’ultimo aveva sperato di non perdere, i risultati sono disastrosi.

Anche se domenica prossima si tornerà a votare per i ballottaggi, i numeri sono devastanti per Nicolàs Sarkozy. Il Partito socialista francese diventa il primo partito con il 29,3% delle preferenze mentre l’Ump del presidente si ferma al 26,1%.
“I francesi hanno inviato un messaggio chiaro e forte – ha commentato il segretario dei socialisti Martin Aubry – Hanno espresso oggi il loro rifiuto per una Francia divisa e angosciata, e hanno voluto soprattutto esprimere il loro sostegno a una Francia che sia più giusta e più forte”.
Il Sarkonismo sembra decisamente in fase calante perché, nonostante tutti a destra abbiano ripetuto più volte che queste elezioni regionali non avrebbero avuto alcun effetto sul presidente, di fatto sono un campanello di allarme per la destra. Chi ha vinto veramente è stato l’astensionismo o meglio la ribellione civica.
Il 53,5% degli elettori francesi ha scelto di non andare a votare. Quasi il 15% in più rispetto alle regionali del 2004. E chi non ha votato era decisamente un elettore di destra.
Se il primo ministro Francois Fillon è convinto che non tutto sia perso e si possa recuperare, le conclusioni da trarre sono ben diverse. Non solo, il Fronte nazionale di Jean-Marie e Marine Le Pen ha conquistato quasi il 12% delle preferenze (scongiurando l’estinzione) ma anche la lista verde Europe Ecologie ha ottenuto un ottimo risultato: il 12,5%. E se, come probabile, al secondo turno di domenica prossima, ci saranno alleanze con il Ps, a quel punto Sarkozy potrebbe solo cercare di cambiare politica in vista delle prossime presidenziali.
Forse ha ragione la socialista Segolene Royal, che è stata sconfitta proprio da Sarkozy nella corsa all’Eliseo del 2007, quando dice “Queste elezioni rappresentano una severa punizione per la destra”.
Perché è come se la destra avesse sbagliato totalmente la sua campagna elettorale. Il dibattito sull’identità nazionale e la spina dell’immigrazione alla fine devono aver giovato più al partito di Le Pen (che in campagna elettorale si è presentato in televisione con il cartello “No all’islamismo”) che a quello di Sarkozy. E poi c’è sempre il problema della crisi economica, di cui il presidente non si è preoccupato più di tanto.
Partita vinta dalla sinistra, dunque? Non è detto ed è proprio Le Monde a ricordare alla leader Martine Aubry che “il Partito socialista si configura come un vittorioso colosso dai piedi d’argilla”.
Sette giorni e si saprà come andrà a finire. Se non altro i giornali (stranieri, perché in Francia sembra sia un tabù dei giornalisti) avranno qualcos’altro di cui parlare a parte la crisi vera o falsa tra Sarkozy e la premiere dame, Carla Bruni.

Marianna Lepore


Ordina libri, cd, dvd su Ibs e sostieni il sito

  

Leave a Reply

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>