Fao, ancora troppi affamati nel mondo

Fao_menofamenelmondoIl numero di affamati nel mondo diminuisce per la prima volta in 15 anni. La Fao, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, ha stimato un calo del 9,6% di persone che non riescono a nutrirsi, passate da oltre un miliardo a 925 milioni. Apparentemente una buona notizia, anche se i numeri parlano chiaro e raccontano di un bambino che muore ogni sei secondi per problemi connessi alla sottoalimentazione.

“Tutto questo è assolutamente inaccettabile”, ha detto Jacques Diouf, direttore generale della Fao. Il suo è un grido di allarme perché il calo degli affamati nell’ultimo anno è legato alla crescita economica di Cina e India e alla discesa dei prezzi alimentari dopo i picchi del 2008, il che vuol dire che se i prezzi dovessero risalire anche il numero di affamati potrebbe tornare a crescere.
I dati completi saranno pubblicati solo a ottobre nel rapporto SOFI 2010, ma sono ben lontani dagli obiettivi di contrasto fissati dalla comunità internazionale. Come quello del World Food Summit del ’96 che punta a far scendere a 400 milioni gli affamati nel mondo entro il 2015, arrivando a limitarli al 10% della popolazione mondiale. Quest’anno si è arrivati al 16%, contro il 18% di un anno fa. E la strada è ancora lunga perché fino ad ora non ci sono stati maggiori investimenti da parte dei paesi industrializzati per risolvere questo problema. Sette paesi soffrono più di altri: Bangladesh, Etiopia, Indonesia, Pakistan, Repubblica Democratica del Congo, India, in cui vivono due terzi del 98% degli affamati nel mondo.
E c’è chi come Oxfam, una confederazione di 14 organizzazioni non governative, cerca di mantenere alta l’attenzione sul problema fame nel mondo perché se il traguardo raggiunto oggi è frutto di circostanze fortuite e non di politiche efficaci, allora “un’altra crisi alimentare globale potrebbe esplodere da un momento all’altro se i governi non affrontano le cause alla radice del fenomeno”. I governi, in realtà, le promesse le hanno fatte. Non sono riusciti a mantenerle, però. Venti miliardi di dollari in tre anni sono stati promessi durante il G8 a l’Aquila. Promessa rilanciata anche durante il G20 a Pittsbourg. Ancora oggi, però, questo obiettivo resta lontano. Mentre ogni giorno, nel mondo, nuove popolazioni iniziano a soffrire la fame a causa di nuove emergenze: l’ultima arriva dal Pakistan devastato dalle alluvioni, con oltre 10 milioni di persone che hanno bisogno di assistenza alimentare urgente.
Problemi che torneranno sotto i riflettori a partire dal 20 settembre quando i leader mondiali si incontreranno a New York per valutare i progressi sugli obiettivi di sviluppo del millennio, sottoscritti 10 anni fa per migliorare le condizioni di vita dei paesi più poveri.

Marianna Lepore

 
Ordina libri, cd, dvd su Ibs e sostieni il sito

    

Leave a Reply

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>