Elezioni in Cile, si va al ballottaggio

SebastianPineraI cileni avranno un nuovo presidente solo a Gennaio, dopo il ballottaggio che vedrà sfidarsi Sebastian Pinera e Eduardo Frei. Nessun vincitore finale per il primo turno elettorale di ieri, quando nessuno dei candidati ha raggiunto il 50 per cento dei voti. Tutto rimandato al 17 gennaio quando la sfida sarà concentrata tra il miliardario candidato conservatore (considerato come il favorito) e l’ex presidente espressione della sinistra cilena.

Eduardo Frei, che ha governato il Cile dal 1994 al 2000, non è riuscito ad ereditare la grande popolarità della presidente Michelle Bachelet (nonostante il suo pieno appoggio), che non ha potuto ricandidarsi per un secondo mandato perché vietato dalla Costituzione. Così Frei si ferma al 30 per cento delle preferenze e durante questo mese dovrà fare di tutto per conquistare gli elettori di Arrate e di Enriquez-Ominami, gli altri due candidati di sinistra. Solo così potrà sperare di vincere su Pinera, che guardando i risultati ha subito commentato, “Questa è una vittoria per tutti i Cileni che vogliono un cambiamento”.

Co-proprietario della Lam, la più grande compagnia aerea dell’America Latina, Pinera è un imprenditore facoltoso che già nel 2006 si candidò alla presidenza a capo di una coalizione di centro-destra, ma in quel caso la socialista Bachelet vinse alla grande. Ora ha affinato le armi e di certo gareggia per vincere. Ha un canale televisivo, una partecipazione nella squadra di calcio del Cile di maggior successo e milioni di dollari di investimenti.
Se la destra dovesse vincere, allora il Cile avrebbe per la prima volta dal 1990 un governo conservatore. Negli ultimi 19 anni tutti i presidenti cileni provenivano da coalizioni di partiti di sinistra. Era una normale risposta alla caduta del generale Augusto Pinochet. Una dittatura durante la quale 3.000 persone sono state uccise o sono scomparse nel nulla e circa 28.000 (tra queste anche la presidente Bachelet) sono state torturate. Ma Pinera, che in passato è stato anche senatore, sa esattamente come conquistare gli elettori. Una camminata in mezzo alla folla, un bacio ai sostenitori, una foto e tante promesse: più illuminazione nelle strade, nuovi posti di lavoro e soprattutto sicurezza, posti di blocco, guerra ai narcotrafficanti. Chi più ne ha più ne metta, d’altronde promettere non costa nulla. Lui annuncia che sarà la voce di chi non ha voce, di chi è malato, di chi è senza lavoro, di chi si sente insicuro, parla alla pancia dei suoi elettori e li conquista. Non ha bisogno di parlare di economia, perché la Bachelet è riuscita a far superare abbastanza bene la crisi all’economia cilena. E può sempre continuare a ricordare agli elettori che, nonostante venga da un partito di destra, nel 1988 lui ha votato per porre fine alla dittatura di Pinochet.
Eduardo Frei, visto il risultato deludente del primo turno, ha cercato subito di recuperare vantaggi annunciando che nel suo governo le donne e i giovani avranno un ruolo decisivo.
Ancora troppo poco per recuperare i dieci punti di svantaggio. Frei ha un mese per recuperare, ma viste le armi di Pinera è possibile che la destra torni al governo in Cile.

Marianna Lepore


Ordina libri, cd, dvd su Ibs e sostieni il sito

 

Leave a Reply

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>