Belgio, la vittoria è dei separatisti

BartDeWeverL’Europa unita, al momento solo grazie a una moneta (nemmeno per tutti gli Stati), inizia ad avere sempre più problemi di convivenza all’interno dei suoi stati membri. L’ultimo esempio in ordine di tempo arriva dai risultati delle elezioni in Belgio. Oggi sono iniziate le consultazioni del Re Alberto dopo che le urne hanno decretato la vittoria dei separatisti fiamminghi.
Il primo effetto di questi risultati è stata una forte agitazione sui mercati finanziari, spaventati all’idea che il dibattito politico nel paese si sposti sull’identità nazionale mettendo da parte il risanamento del debito pubblico in crescita.
In realtà i risultati elettorali non sono stati una gran novità, perché da giorni prima del voto l’ipotesi di una forte crescita della destra occupava i titoli dei giornali. Ma da oggi è una certezza. Il partito Nuova Alleanza Fiamminga (N-VA), guidato dal 39enne Bart De Wever, è il primo partito nella regione settentrionale delle Fiandre, in cui si parla olandese, diventando anche il primo partito dell’intero paese.
Il successo del partito indipendentista fiammingo ha così evidenziato le difficoltà di coabitazione tra il nord e il sud del Paese. La voglia di affermare la propria identità e le proprie differenze che non è poi così lontana dalla politica della Lega Nord in Italia. Così il simbolo dell’Europa unita, il Belgio e in particolare la città di Bruxelles, diventa invece il simbolo delle grandi divisioni interne agli stati membri.
Il leader del N-Va non è però l’unico a portare a casa un gran risultato. De Wever ha vinto nelle Fiandre, ma nel sud è stato il socialista vallone di origini italiane Elio Di Rupo ad ottenere il 35% delle preferenze. Così se il partito di Bart De Wever è il primo partito separatista ad ottenere un numero così alto di voti, Di Rupo può invece diventare il primo premier belga socialista dal 1974, il primo di origini italiane e il primo omosessuale.
L’unico imperativo al momento è fare presto per formare un nuovo governo. Più che il rischio della separazione (avanzato comunque da molti quotidiani) il vero problema è quello di lunghi negoziati di coalizione. Tempo che il Belgio non può permettersi visto che sarà presidente di turno dell’Unione europea nel semestre che inizia il 1 luglio. E poi c’è il rapporto debito/Pil che rischia di superare il 100% quest’anno o nel 2011 e il nuovo governo dovrà correre ai ripari.
Il re Alberto II ha iniziato questa mattina le procedure post elezioni, ricevendo il primo ministro uscente Yves Leterme e accettando le dimissioni del suo governo. Ed è molto probabile che affidi l’incarico di primo ministro al leader del PS, Elio di Rupo: la prima volta che un fiammingo e un discendente di immigrati avrà questo ruolo.
Unico dato certo, forse al momento, è la riforma dello Stato federale, punto su cui De Wever non ha intenzione di cedere.

Marianna Lepore


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