Donne saudite al voto dal 2015

donnesaudite_dirittovotoQualcosa forse sta cambiando anche nei paesi arabi: ieri, infatti, Abdullah bin Abdul Aziz, re d’Arabia saudita, ha annunciato che a partire dalla prossima sessione anche le donne entreranno a far parte della Shura del regno, il Consiglio consultivo. L’annuncio è arrivato a pochi giorni dalle elezioni municipali del 29 settembre, che saranno ancora vietate al gentil sesso.
Le elezioni a cui le donne potranno finalmente partecipare saranno quindi quelle municipali, le uniche che si svolgono nel regno wahabita ultraconservatore, che si svolgeranno fra quattro anni. In quella data le donne potranno quindi sia candidarsi sia avere il diritto di voto.
Re Abdullah ha dato la notizia proprio davanti alla Shura, spiegando anche che la decisione è stata adottata dopo una consultazione con gli ulema, i custodi dell’ortodossia religiosa. Pur osservando i dettami della religione, da oggi quindi le donne non saranno più emarginate. 
Una scelta che ha un grande significato in un Paese in cui le donne non possono viaggiare, lavorare o subire interventi medici senza il permesso di un maschio della propria famiglia. E a cui non è concesso nemmeno di guidare un’automobile. Le donne arabe, però, non sono più sottomesse come una volta. Complice internet, il web, la possibilità di viaggiare in rete e di imparare molto più delle loro madri, avevano già organizzato a giugno di quest’anno una protesta singolare, proprio per rivendicare il diritto di guidare una macchina e poter quantomeno andare a fare la spesa liberamente. La protesta, però, aveva anche un secondo fine, quello appunto del riconoscimento dei diritto di voto che il sovrano aveva già promesso sei anni prima. Per questo motivo il riconoscimento del diritto di voto attivo e passivo è un traguardo oggi ancora più importante.  
Dieci anni fa il re aveva detto che le donne avrebbero dovuto avere un ruolo più centrale nell’economia Saudita, ma il percorso è stato molto lento per paura di eventuali ripercussioni da parte delle frange religiose estremiste. In questi anni il re ha fatto costruire una nuova università per studenti di entrambi i sessi e ha incoraggiato le donne a partecipare di più al mercato del lavoro.
Ora potrebbe essere arrivato il momento per quel cambiamento tanto annunciato. “È un passo in avanti per coinvolgere le donne nella sfera pubblica. – ha detto Naila Attar, che aveva organizzato una campagna proprio per coinvolgere le donne nelle elezioni municipali – È la vetta della piramide e un passo in avanti verso il riconoscimento di maggiori diritti per le donne” “Finalmente sarà ascoltata la voce delle donne. – ha dichiarato Wajeha al Huwaider, una scrittrice saudita e attivista per i diritti delle donne – ma ora è il momento di rimuovere anche le altre barriere e permettere alle donne di vivere una vita normale senza guardiani maschili”.  
Una piccola vittoria, dunque, per tutte quelle donne saudite che negli ultimi tempi hanno mostrato sempre più insofferenza verso il conservatorismo islamico wahabita, ma di strada da fare ce n’è ancora molta.

Marianna Lepore

Per saperne di più:
La sfida delle donne al volante in Arabia Saudita
Re Abdullah grazia la giornalista

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