Dalai Lama a Taiwan, la Cina protesta

DalaiLama_Taiwan270809Ma Ying-jeou, presidente di Taiwan, alla fine aveva dato il suo consenso alla visita del Dalai Lama, dal 31 agosto al 3 settembre per portare la sua benedizione alle vittime del ciclone Morakot, il peggiore abbattutosi sul Paese negli ultimi 50 anni. Il leader spirituale tibetano era stato invitato da alcuni funzionari locali dei capoluoghi del sud dell’isola, ma la Cina ha dimostrato di non gradire questo viaggio.


“Non importa in quale veste o in quale forma il Dalai Lama vada a Taiwan, noi ci opponiamo risolutamente” ha affermato l’Ufficio per gli Affari di Taiwan in un comunicato diffuso dall’agenzia Nuova Cina.

La scelta di invitare il leader spirituale tibetano non era stata presa facilmente dal governo di Taiwan anche perché proprio Ma Ying-jeou  aveva rifiutato, solo lo scorso anno, di dare il suo consenso ad un altro viaggio. Ma questa volta il presidente ha precisato che l’ingresso del leader spirituale tibetano nel Paese, dove sono almeno 500 mila i buddisti, è esclusivamente a scopo religioso-umanitario. 
D’altronde, non consentire la visita, significa negare il supporto spirituale alle famiglie di quasi 650 persone che, secondo dati ancora non completamente verificati, sarebbero morte dopo il passaggio del tifone Morakot sull’isola, il peggiore degli ultimi 50 anni.
La Cina, che dal 1949 cerca di rivendicare la sovranità su Taiwan, non ha certo gradito questa decisione, affermando che questo viaggio potrebbe sabotare la possibilità di migliorare le relazioni tra i due paesi.
Il governo cinese sembra convinto che il Partito Democratico Progressista voglia usare la scusa del sostegno alle vittime del disastro per invitare il Dalai Lama e mandare all’aria il faticoso rapporto trai due paesi a lungo rivali politici.

Eppure Ma Ying-jeou non si è lasciato intimorire e ha detto alle agenzie che ha acconsentito alla visita del leader spirituale tibetano perché “verrà a pregare, insieme ai sopravvissuti, per le vittime del tifone”.
Il leader spirituale tibetano, che vive in esilio in India dal 1959, era riuscito a visitare Taiwan già in altre due occasioni, nel 1997 e nel 2001, ma all’epoca alla guida del Paese c’era Chen Shui-bian, che aveva dei rapporti molto più freddi con Pechino rispetto a Ma Yin-jeou.

Mariana Lepore


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