Cile, dopo 20 anni vince la destra

SebastianPineraCilevinceHa avuto un mese per conquistare il voto degli indecisi al primo turno e ora Sebastian Pinera può festeggiare la vittoria alle elezioni presidenziali in Cile. Co-proprietario della Lam, la più grande compagnia aerea dell’America Latina, imprenditore facoltoso con un canale televisivo, milioni di dollari di investimenti e una partecipazione nella squadra di calcio di maggior successo nel suo paese, Pinera, a noi italiani, sembra ricordare qualcuno.

La sua carriera politica è iniziata molto tempo fa e ha già passato diversi anni al senato. Ora può festeggiare una vittoria storica, perché il Cile torna ad avere un presidente di destra dopo 20 anni, mettendo da parte tutti gli amari ricordi della dittatura del generale Augusto Pinochet.
Il tabù è stato superato. Le cifre dolorose sono ancora lì, 3.000 persone uccise o scomparse nel nulla e circa 28.000 torturate. Pinera, però, è diverso: proviene da un partito di destra ma nel 1988 ha votato per porre fine alla dittatura di Pinochet.
Negli anni ha imparato tutte le tecniche per conquistare gli elettori e in campagna elettorale, soprattutto nell’ultimo mese, ha continuato a fare promesse: posti di lavoro, illuminazione nelle strade, sicurezza, guerra ai narcotrafficanti, sostegno incondizionato a chi è indifeso, malato, senza lavoro. Non ha dovuto parlare di economia perché la presidente uscente Michelle Bachelet (che finirà il mandato a Marzo con una percentuale ancora molto alta di gradimento nella popolazione) è riuscita, in questi anni, a far superare quasi completamente la crisi all’economia cilena. Oggi è stata tra le prime a congratularsi con il nuovo presidente. “La popolazione ha eletto in modo democratico Pinera come presidente della Repubblica e spero che il Cile possa continuare nella sua linea di progresso sociale che abbiamo sviluppato durante gli ultimi 20 anni” ha detto la Bachelet.
Il nuovo inquilino della Moneda, che ha fatto fortuna introducendo le carte di credito in Cile, tra poco più di un mese dovrà dimostrare di essere capace di portare quel cambiamento di cui tanto ha parlato in campagna elettorale. “È come aprire le finestre di casa e lasciare che l’aria fresca entri”,  diceva per conquistare gli elettori mentre illustrava i suoi obiettivi. Adesso però dovrà riuscire a fare entrare veramente quell’aria fresca nelle case dei cileni e in molti già si chiedono quanto l’imprenditore si lascerà influenzare dagli ambienti ex pinochetisti, anche per quel che riguarda la nomina dei ministri o di uomini chiave nel suo esecutivo.
La destra cilena torna quindi al governo e solo tra qualche mese si potrà vedere che influenza avrà avuto sulla geografia politica sudamericana che ha seguito attentamente questo appuntamento elettorale.

Elezioni in Cile, si va al ballottaggio

Marianna Lepore


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