Le armi nucleari che non sono scomparse

Hiroshima

Gli Stati Uniti e la Russia, o meglio i loro presidenti Obama e Medvedev, hanno riaperto il dialogo per un trattato sulla riduzione degli armamenti nucleari. Anche se le bombe atomiche sono finite in secondo piano nei media mondiali dopo il crollo dell’Urss, nel mondo ce ne sono ancora abbastanza per distruggere il pianeta svariate volte e sterminare la specie umana. E ormai da anni, grazie alla presidenza Bush in America e alla presidenza Putin in Russia, il dialogo era scemato fino quasi a scomparire, tanto che nell’estate del 2008 la crisi in Georgia aveva fatto precipitare di nuovo il mondo in un’atmosfera da guerra fredda

Davanti alla Casa Bianca c’è una donna che da 28 anni vive in una tenda per chiedere il disarmo nucleare. Il primo pensiero di tutti potrebbe essere che sia un pò matta. Ma forse bisogna chiedersi se sia matta lei, che chiede al Presidente degli Stati Uniti di eliminare delle armi terribili che non potrebbero far vincere la guerra a nessuno, ma solo sterminare l’umanità, o se siamo pazzi noi, che viviamo tranquilli e ignari, dimenticando che abbiamo costruito armi terribili e continuiamo a conservarle, come se potessero servire a qualcosa, a parte distruggerci tutti. La guerra è si per sè una follia, ma le bombe atomiche sono qualcosa di ancora più folle. 
Può essere che Obama sia il primo presidente degli Stati Uniti davvero intenzionato ad ascoltare la protesta di quella donna. Il 5 aprile a Praga, parlando davanti a 20.000 giovani, ha auspicato un mondo senza armi nucleari, ha promesso di voler arrivare a rendere effettivo il trattato che bandisce i test nucleari e ha annunciato un summit per la riduzione degli armamenti atomici. Obama ha chiesto anche di evitare il fatalismo, ha esortato il mondo a non credere che la proliferazione delle bombe nucleari sia inevitabile. E’ la prima volta che il leader di una delle potenze atomiche mondiali parla in questo modo. Non resta che sperare che alle parole seguano i fatti
A Hiroshima, dove la bomba uccise 80.000 persone subito e altre 60.000 in seguito per avvelenamento da radiazioni, nel parco del Museo della Pace c’è una fiamma che brucerà fino a quando esisteranno le armi nucleari. Bisogna sperare che prima o poi
quella fiamma sia spenta. Altrimenti, ci spegneremo noi.   
Francesco Defferrari

 

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